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L'attrice era da tempo malata di cancro

E' morta Maria Schneider, diva di "Ultimo tango a Parigi"

E' morta Maria Schneider, diva di 'Ultimo tango a Parigi'

04/02/2011, 08:02

PARIGI - Si è spenta ieri mattina a Parigi, all'età di 58 anni, Maria Schneider, icona dei primi anni Settanta, scomparsa dopo una lunga malattia. A darne la notizia sono stati i familiari.
LA CARRIERA - Nata a Parigi il 27 marzo 1952 dalla modella tedesca Marie Christine Schneider e dall'attore Daniel Gélin, che non ha mai voluto riconoscerla, Maria Schneider iniziò la sua carriera cinematografica nel 1969 recitando in "Madly - Il piacere dell'uomo", con Alain Delon. Nei primissimi anni Settante interpretò anche altri ruoli in "La tardona" e "Cari genitori". Ma fu poco più tardi che conobbe il successo, quando all'età di 20 anni venne scritturata da Bernardo Bertolucci per il film "Ultimo tango a Parigi", allora definito scandaloso e censurato sugli schermi italiani a causa delle sue scene erotiche molto realistiche (celebre quella "del burro"), in cui vestiva i panni di Jeanne, l'amante di Marlon Brando. In seguito fu protagonista con Jack Nicholson in "Professione reporter", di Michelangelo Antonioni. Successivamente, però, recitò soltanto ruoli minori. Negli anni Ottanta recitò con Beppe Grillo in "Cercasi Gesù", di Luigi Comencini. La sua ultima apparizione è del 2008, in "Cliente", un film di Josiane Balasko.
UNA VITA DIFFICILE - La vita di Maria Schneider può essere definita difficile e drammatica, sin dall'infanzia. Da adolescente l'attrice conobbe il padre, Daniel Gélin, ma non fu mai riconosciuta da quest'ultimo. La sua è stata una vita segnata da forti scompensi psicologici e da una progressiva dipendenza da stupefacenti. Maria Schneider non è mai riuscita a liberarsi da quel ruolo nel film accanto a Marlon Brando, un ruolo che l'ha certamente portata al successo, ma su cui si sono abbattute forti critiche. La Schneider, infatti, a suo tempo accusò Brando e Bertolucci di averla manipolata e usata senza ritegno, carpendo la sua ingenuità. Confessò, inoltre, di aver impiegato molti anni prima di perdonarli. In un'intervista del 2007 accusa ancora il regista e il suo partner nella pellicola del 1972, affermando che la famosa "scena del burro" non era prevista nella sceneggiatura, ma non lei è stata in grado di opporsi, non avendo ancora l'esperienza sufficiente.
BERTOLUCCI: "UNA MORTE PRECOCE" - Bernardo Bertolucci ha confessato all' Ansa di essere seriamente dispiaciuto di non averle chiesto scusa: "La sua morte è arrivata troppo presto, prima che io potessi riabbracciarla teneramente, dirle che mi sentivo legato a lei come il primo giorno, e, almeno per una volta, chiederle scusa".

  
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