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Ieri il caloroso “abraccio” dei siciliani

E’ tornata a “casa” la Venere di Morgantina


E’ tornata a “casa”  la Venere di Morgantina
20/03/2011, 13:03

Grande festa a Palermo, ieri, per l’arrivo della Venere di Morgantina. Ad accoglierla, nel porto del capoluogo siciliano, il calore della popolazione siciliana dimostrato attraverso gli applausi e l'emozione di coloro che da tempo aspettavano il suo ritorno. Secondo quanto dichiarato da Enrico Caruso, direttore del museo archeologico di Aidone, oggi dovrebbero cominciare il lavori di montaggio della statua. "Contiamo di posizionarla nella sua sede definitiva in un paio di giorni, al massimo entro giovedi'', queste le parole di Caruso.La Sicilia riabbraccia così l'opera scolpita tra il 425 a.C. e il 400 a.C. La statua, dopo anni di contenziosi tra il nostro Paese e gli USA, ha lasciato il Paul Getty Museum di Malibu per fare ritorno al suo sito originario. La Venere di Morgantina fu scolpita nel V secolo a.C. in Sicilia. L'autore sarebbe un diretto discepolo di Fidia, operante nella Magna Grecia. La preziosa statua fu trafugata da Morgantina nella seconda metà del Novecento, e venduta al Paul Getty Museum che l'acquistò nel 1988 e da allora la espone nelle sue sale come uno dei reperti più importanti. Nell'asta che portò alla vendita della Venere, tenutasi a Londra, essa fu pagata 28 miliardi di lire. Il 5 marzo del 2001, il Tribunale di Enna condannò a 2 anni di reclusione senza benefici di legge e al pagamento di una penale di 40 miliardi di lire il ricettatore della Venere, un ottantenne ticinese, Renzo Canavesi: fu quello il primo caso in Italia di un tribunale che applica una simile sanzione per l'esportazione clandestina di opere d'arte italiane. Dei 40 miliardi di risarcimento richiesti dallo Stato italiano, 20 miliardi corrisponderebbero al valore stimato della statua, e gli altri 20 per danni morali.Secondo la ricostruzione dei magistrati di Enna, il condannato ticinese avrebbe venduto la Venere di Morgantina all'inizio degli anni ottanta per 400.000 dollari a una società londinese, la Robing Symes Ltd, che l'avrebbe rivenduta in seguito al Paul Getty Museum, nel 1986, per 10 milioni di dollari. Sempre il Tribunale di Enna accertò, grazie a una perizia petrografica della statua, che il tufo in cui è intagliata proviene dalla Sicilia, anticipando così l'esito degli accertamenti scientifici che il Paul Getty Museum ha compiuto prima di annunciare la restituzione della statua all'Italia.

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di Rosario Scavetta
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