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"E forse una condanna al silenzio”

Ecco l’ultimo lavoro di Ettore Randazzo

Nel video allegato la riflessione di Ciruzzi e Roberti

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Ecco l’ultimo lavoro di Ettore Randazzo
23/02/2013, 13:17

NAPOLI – “E forse una condanna al silenzio”. E’ questo il titolo dell’ultimo lavoro del noto avvocato penalista siracusano, Ettore Randazzo, edito da Ets.  

Il romanzo, già brillantemente recensito e apprezzato e presentato questa mattina all’istituto italiano degli studi filosofici a Napoli, racconta la storia di Franco Eremita, un professore di Lettere innamorato della lingua italiana, che scrive un saggio dal titolo “In viaggio con le parole”. Mentre sta per pubblicarlo, però, riceve con sorpresa l’ordinanza di custodia cautelare per oltraggio alla lingua italiana. Fra i numerosi capi d'accusa c’è quello per aver insultato apertamente la nostra Madre Lingua, definendola “italianuccio” ed enfatizzandone un presunto imbarbarimento in realtà inesistente. Comincia, quindi, un processo surreale in cui tutti si comportano come se tutto fosse normale, tranne il protagonista sempre più stranito e sconvolto da ciò che gli sta succedendo. Dopo l’arringa difensiva finale il professore, che sta per essere assolto, inizia ad insultare i giudici. Quest’ultimi a questo punto, non possono fare altro che processarlo nuovamente: stavolta, però, per oltraggio.

Grazie a questo libro, l’avvocato Randazzo riesce con leggerezza e grande ironia anche ad affrontare tematiche di spessore, come l'impoverimento della lingua italiana e il funzionamento della macchina giudiziaria.

Nel libro è possibile riconoscere la lunga esperienza forense di Randazzo, unita a una particolare abilità nel mescolare diversi stili e piani di narrazione, dal saggio al giallo, alla descrizione della cruda realtà. 

Nel video allegato le riflessioni sul libro del presidente della Camera penale di Napoli, Domenico Ciruzzi e del procurato capo del Tribunale di Salerno, Franco Roberti.  

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di Rossella Marino
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