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L'indifferenza e la solitudine nella società dell'opulenza

Edgar Degas e l'Assenzio


Edgar Degas e l'Assenzio
10/06/2011, 11:06

Edgar Degas (1834-1917) è stato uno degli esponenti più importanti della cultura francese negli anni dell’Impressionismo. Tale movimento artistico nacque in Francia intorno agli anni Sessanta. Una scuola di artisti che, contrari ad una pittura accademica e classicistica, posero nuova attenzione alle realtà sociali, diffondendo nuove tecniche, lavorando in modo diverso sulla luce e sui colori.

Tra le diverse opere dell’artista francese, quella che ha influenzato particolarmente, non solo la gente comune, ma anche altri pittori come Manet, Ingres e Coubert, è stata l’Absinthe o Assenzio (1876).

Il titolo del quadro è il nome di un famoso liquore francese, dal gusto molto aromatico, i cui vapori salgono rapidamente alla testa, dando un lieve senso di stordimento e di abbandono della realtà. Per le conseguenze negative prodotte dall’uso eccessivo di questo liquore, nel 1915 una legge ne proibirà il consumo. L’assenzio perde, così, il suo potere di seduzione e, man mano, scompare dalla vita degli uomini. Gran parte dell’opera raffigura tavolini di marmo che, per la prospettiva sghemba, quando la si ammira, sembra di essere per davvero seduti a quei tavoli da caffè.

Al primo impatto, l’attenzione cade sulla bottiglia posta sul vassoi che contiene acqua da diluire con l’assenzio. Dopo, lo sguardo si sposta ai due bicchieri con le bibite. Nel primo bicchiere c’è un liquido giallo, associato al colore dei nastri sul corsetto della donna; nel secondo, un liquido rosso-bruno, associato al colore dell’abito e della barba dell’uomo.

I due personaggi raffigurati sono amici di Degas. La donna è l’attrice Ellen Anurée, l’uomo è l’incisore Marcellin Desboutin. Queste due persone, pur essendo l’una accanto all’altra, si ignorano del tutto. Nella donna si nota lo sguardo perso nel vuoto, la solitudine è accentuata dal bicchiere cha ha innanzi.

L’immagine di questa donna documenta, con straordinario realismo, un caso della vita. L’Artista esprime la solitudine e l’impossibilità a difendersi dall’indifferenza in una metropoli come Parigi. Un tema di straordinaria attualità, in questa società dell’opulenza, dell’altruismo di facciata, dove l’indifferenza pervade, in una spaventosa metastasi, gran parte dell’umanità, lasciando a milioni di sofferenti il peso della solitudine e dell’amarezza.

 

 

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di Rossella Saluzzo
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