Cultura e tempo libero / Happy hour

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La comicità senza tempo

Eduardo Scarpetta: "Qui rido io!"


Eduardo Scarpetta: 'Qui rido io!'
18/08/2010, 10:08

Le vie e i vicoli di Napoli sono un palcoscenico! Qui, i Napoletani nascono, crescono e muoiono ogni giorno, tenendo fede a quella filosofia di vita che, nei secoli, ha ispirato poeti e scrittori che ne hanno raccontato le vicissitudini. Il dualismo tra ricchezza e povertà: la miseria più nera e l’opulenza più insolente.
Tra gli autori, ad assurgere al rango di mito per la cultura del teatro napoletano, è certamente Eduardo Scarpetta. Nato a Napoli il 13 marzo 1853, Scarpetta racconta i figli della sua Napoli, spesso poveri e affamati, utilizzando una comicità epurata da toni grotteschi: ricordate Miseria e nobiltà?   Una commedia esilarante, ricca di ironia ma, fortemente realistica. I personaggi sono veri, trasfusi in situazioni comiche che, però, non possono definirsi stravaganti esagerazioni.
E’ da poco che l’Italia si è unita. Le scelte artistiche operate dall’Autore si pongono in relazione ai cambiamenti politici in atto. La scuola letteraria e quella teatrale risentono delle nuove e più incessanti sollecitazioni del ceto medio e del razionalismo filosofico.
Gli indimenticabili Totò, Eduardo De Filippo, Mario Scarpetta ne hanno interpretato i personaggi raccontati nelle tante commedie. Chi non ricorda il più famoso di questi: Felice Sciosciammocca. Enormi scarpe, pantaloni a “tubino” alto sulle calzature, una giacchetta smilza e un piccolo bastone di bambù.
Non si può non citare, poi, il personaggio di Anselmo Tartaglia e quella sua strana balbuzie. Ogni frase proferita è prima stravolta nel suo significato e, soltanto più tardi, correttamente pronunciata. Lo spettatore, con Tartaglia in scena, non può che ridere a crepapelle!
Ma, a proposito di linguaggio, c’è da dire che Scarpetta utilizza un amalgama tra dialetto napoletano e italiano che imprime alla sua Opera uno stile di gradevole orecchiabilità, ancor oggi valido nelle rappresentazioni messe in scena.
La comicità di Scarpetta ha fatto sbellicare dalle risate le tante affollate platee. Egli, invece, ritirandosi nella sua villa al Vomero, rideva dichiarandolo con una scritta che, tuttora appare su di una facciata dell’immobile: “Qui rido io!”
 

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di Rossella Saluzzo
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