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Una commedia musicale contro la strumentalizzazione della Tv

Enrico Montesano protagonista al Teatro Diana di "Un sogno di famiglia"


Enrico Montesano protagonista al  Teatro Diana di 'Un sogno di famiglia'
29/01/2010, 02:01

“Una commedia divertente ed amara, con dieci personaggi, imperniata sui valori di oggi, che giunge dopo tanti monologhi e performance individuali, per ribadire il concetto di un teatro inteso come oasi di libertà.” E’ con questo spirito che Enrico Montesano, autore, regista ed interprete di “Un sogno di famiglia”, dopo aver debuttato a Palermo ed aver raccolto consensi anche sulla piazza di Agrigento, arriva da domani sera al teatro Diana dove rimarrà fino a domenica 7 febbraio. “La prima lettura di questa mia commedia- ha detto il popolare artista romano- lascia trasparire le gesta di una famiglia che partecipa ad un reality e che deve guadagnarsi il premio mantenendo alti gli indici di ascolto auditel  ma ad una seconda attenta analisi, ad emergere sono le brutture dei messaggi occulti e delle manipolazioni della tv capaci addirittura di cambiare la vita della gente normale”. Con le scene di Alessandro Chiti, le musiche di Antonello Cascone, i movimenti coreografici di Manolo Casalino e la collaborazione artistica di Stefano Genovese, “Un sogno di famiglia” che vede in scena accanto ad Enrico Montesano, un beniamino del pubblico napoletano come Maurizio Aiello ed ancora Sandra Collodel, Prospero Richelmy, Biancamaria Lelli, Goffredo Maria Bruno, Simone Finotti, Francesco Ceci e Martina Taschetti insieme con il piccolo Gianluca Grecchi, propone le vicende della famiglia Torelli, che per rincorrere un sogno collettivo e quello del capofamiglia Nino, intenzionato a regalare ai suoi cari una mega villa da fiaba, rimane vittima della manipolazione e dalla strumentalizzazione operata dal media dominante, per fare spettacolo e per suscitare la curiosità e l’affezione di quel grande pubblico, malato di telefagia.

Secondo lei, gli stessi reality show  che offrono lo spunto per la sua commedia, possono davvero modificare la vita delle famiglie ?

“ Pier Paolo Pasolini- risponde Enrico Montesano- diceva che la televisione è come una bomba atomica distruttiva per la società. E’ certamente pericoloso rimanere vittima della persuasione occulta di chi ha in mano i grandi mezzi di comunicazione. Oggi i nostri occhi davanti alla Tv sono come bocche che ingurgitano immagini e messaggi. Si propongono dei programmi che sono il trionfo del nulla con della gente che continua a rappresentare solo se stessa e che va avanti senza sapere fare niente provocando un impoverimento generale e soprattutto la rassegnazione ed il nichilismo delle nuove generazioni.  Ecco perché con la mia commedia cerco di dire delle cose e lanciare degli allarmi anche se in maniera lieve e divertente”.

Nel nostro tempo, secondo la sua opinione, esistono ancora i valori ed il sentimento dell’onestà?  

“Penso di si e me lo auguro sinceramente anche se dinanzi ci troviamo un’Italia un poco attonita”.

Lei spesso parla di un “Italiese” che fa rimpiangere una lingua italiana ancora priva di contaminazioni straniere?

“Siamo sempre più preda delle espressioni estere tanto che addirittura, nelle scuole italiane, ho letto alcuni giorni fa su di un quotidiano, è stato richiesto l’utilizzo di un badge per controllare l’ingresso e l’uscita degli studenti, quando si poteva tranquillamente dire carta magnetica. In Italia ormai, si parla correntemente di fiction e si chiamano buyers quelli che fino a qualche tempo fa erano semplicemente venditori. Mi chiedo perché  in un terra che ha avuto grandi personaggi a proposito della lingua, non ultimo il Nobel Pirandello, non si debba più usare il nostro idioma”.

Tornando a parlare della Tv e dei suoi programmi, cosa, secondo il suo punto di vista, gli italiani devono rimpiangere dei tempi di Studio Uno e Canzonissima?

“Devono rimpiangere gli sceneggiati di Sandro Bolchi, i programmi di  Mario Soldati ed Enzo Biagi e le trasmissioni dove tutti erano bravi, dai protagonisti agli scenografi ed ai tecnici delle luci. Oggi in tv i buoni programmi ci sono, tra questi quelli di Piero Angela, ma purtroppo si contano sulla punta della dita”.

Quali sono i suoi impegni futuri e soprattutto quando la rivedremo nuovamente in cinema ed in televisione?

“ Nel mio futuro, al momento c’è solo tanto teatro. Per quanto riguarda il cinema, ricordando le mie esperienze degli anni Settanta con De Laurentiis e personaggi come Noschese, Steno e Sergio Corbucci, mi auguro che lo stesso mi riscopra. A proposito della televisione, invece, rendendomi conto che per la stessa vi sono delle fasi e che io, ormai, sono alla mia terza fase, spero, che qualcuno della nuova ed attenta dirigenza della rete nazionale, considerato anche che non ho mai tradito la Rai, si ricordi finalmente di me”.

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di Giuseppe Giorgio
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