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Ens Campania. "Non toglieteci il futuro, non tagliateci le mani" Riconoscere la lingua italiana dei segni.


Ens Campania. 'Non toglieteci il futuro, non tagliateci le mani' Riconoscere la lingua italiana dei segni.
30/05/2011, 13:05

Riconoscere la lingua dei segni italiana . E’ senza mezzi termini la protesta che l’Ens Campania Ente nazionale dei Sordi ha messo in campo quest’oggi insieme ai circa 3000 non udenti che da tutta Italia hanno preso parte alla manifestazione che si è svolta di fronte alla Camera dei Deputati. Una folta delegazione in rappresentanza dei 6000 sordi campani ha preso parte al sit-in che si è svolto con l’unico modo possibile per essere ascoltati, realizzando eclatanti cartelli . “Non toglieteci il futuro, non tagliateci le mani” c’era scritto su un significativo cartello mostrato ai parlamentari all’entrata di Montecitorio. “E’ dal 2009 che attendiamo il riconoscimento ufficiale della Lis – dichiara Camillo Galluccio, presidente Ens Campania – con l’approvazione al Senato il testo si è arenato alla Camera, chiediamo l’immediato voto sul ddl che renderà liberi realmente i sordi italiani e non condizionati da un drammatico isolamento”. La Lis è una lingua a tutti gli effetti che utilizza il canale visivo-gestuale e presenta tutte le caratteristiche morfologiche, sintattiche e grammaticali di una lingua storico- culturale oltre che essere riconosciuta scientificamente. “E’ assurdo che l’Italia firmi il trattato internazionale sui diritti delle persone disabili e poi non sia in grado di applicare l’art.3 della sua stessa Costituzione – continua Galluccio – E’ bene ribadire che non vi è alcun imposizione nell’utilizzo della lingua, ogni cittadino è libero di poterla usare o meno ma paradossalmente con la mancata approvazione della Lis saremo costretti ad utilizzare diversificati sistemi di comunicazione che non sono in linea con il nostro handicap oltre che di difficile applicazione”. A livello internazionale le risoluzioni sulla lingua dei segni sono già state riconosciute in veste ufficiale dal Parlamento Europeo nel 1988 e nel 1998 e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006. Nonostante il fatto che molti paesi europei ed extraeuropei abbiano riconosciuto, o si muovono nella direzione di riconoscere, le lingue dei segni adottate nelle rispettive comunità locali come una delle diverse azioni tese a garantire una migliore qualità della vita delle persone sorde, in Italia siamo ancora al punto di partenza. L’Ens Campania non è nuova a proteste eclatanti per rivendicare i diritti di pari opportunità come nel caso della sospensione del ponte telefonico, un particolare sistema di comunicazione che consente ai non udenti di avere contatti con l’esterno come chiamare un soccorso o semplicemente farsi capire da un parente. Il ponte telefonico sospeso dalla Regione Campania ha creato non pochi problemi ai sordi della Campania, imponendo un ulteriore isolamento rispetto alla già precaria condizione dei non udenti che non riescono ad avere un inserimento occupazionale con l’unica colpa di non sentire.

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di Redazione
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