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Enzo Avitabile vince il Premio Harpo Marx


Enzo Avitabile vince il Premio Harpo Marx
02/08/2010, 17:08

È antichissimo e profondo il legame che unisce Napoli e le arpe di Viggiano, cittadina montanara in provincia di Potenza universalmente riconosciuta come il luogo simbolo del prezioso e originale strumento, disceso dall’Olimpo e giunto ai contadini lucani per accompagnarli nelle loro emigrazioni. Le prime tracce di questa simbiosi extra-territoriale, infatti, risalgono alla realizzazione degli affascinanti presepi napoletani (vedi quello Ricciardi) conservati tuttora nel Museo di San Martino, dove si trovano statue di pastori che imbracciano con arpe portative.
Di più recente testimonianza, invece, è l’installazione di un’arpa di Viggiano alta a misura d’uomo a casa del maestro Roberto De Simone, da sempre custode delle tradizioni sonore del Sud. A rinnovare questa secolare relazione tra la Campania e la Basilicata arriva oggi il Premio Harpo Marx vinto da Enzo Avitabile, ospite speciale della terza edizione del “Festival dell’arpa” che si svolgerà a Viggiano a 1727 metri sul livello del mare dal 4 all’8 agosto.

Al cantante, compositore e polistrumentista partenopeo il riconoscimento viene assegnato per aver costruito una pentarpa con la quale ha scritto e realizzato le canzoni di “Napoletana”, album che ha già meritato il “Premio Tenco” nella sezione dialetto. Enzo Avitabile ritirerà il premio sabato 7 agosto, in una cerimonia nella quale si esibirà suonando anche alcuni brani in chiave acustica. Celebrando in maniera contemporanea un’oasi meridionale che veniva già esaltata il 26 luglio 1884, quando il poeta Giovanni Pascoli scriveva a Giosué Carducci: “Il paese non è grande ma nemmeno piccolo. L’aria ottima, pittoreschi i dintorni, le rovine di Grumento a pochi passi… arpeggiamenti per tutto che fanno di Viggiano l’Antissa della Lucania”.

Da segnalare, nel cast del “Festival dell’arpa”, la partecipazione del sestetto scozzese The Shee, del duo tunisino Amine & Hamza, del trio Thiarea dal Madagascar, degli ungheresi Mitsoura, dei mongoli Egschiglen, dell’italiana Roberta Pestalozza, del bretone Myrdhin e del dj tedesco Solidarjush, che ogni sera dalle 23 animerà l’Harp Club allestito al Mandorleto.

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di Redazione
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