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Enzo Bianchi al Salone del libro di Torino


Enzo Bianchi al Salone del libro di Torino
14/05/2011, 13:05

Il Vangelo come Buona Notizia, accoglienza e integrazione, cristiani e laicità tra i temi affrontati nel dialogo di Enzo Bianchi con Ugo Sartorio, direttore del «Messaggero di sant’Antonio».

Si è svolto ieri sera nella Sala Rossa della Fiera Internazionale del Libro di Torino l’incontro sul tema VANGELO, UN ANNUNCIO PER LA VITA BUONA, organizzato dalle Edizioni Messaggero Padova, in occasione della presentazione dell’Evangeliario secondo il rito romano, edito dalla Casa Editrice padovana, durante il quale Enzo Bianchi, priore e fondatore della comunità monastica di Bose, ha dialogato con Ugo Sartorio, direttore del «Messaggero di sant’Antonio».

Il quotidiano torinese, La Stampa, oggi in edicola, definisce la presentazione dell’Evangeliario uno dei miracoli di Torino: «L’Evangeliario secondo il rito romano - scrive Cesare Martinetti – è il libro liturgico che viene illustrato all’ora di cena dal priore del monastero di Bose, Enzo Bianchi. Non propriamente un bestseller di consumo popolare. Eppure la gente fa la coda, prende il biglietto, si mette in fila, aspetta che – con ritardo – si cominci la presentazione».

Tra i temi affrontati dal priore in una sala gremita di pubblico, il vero valore del Vangelo che deve essere Buona Notizia soprattutto per i cristiani che, come ha anticipato Ugo Sartorio nella prima domanda posta al priore, sono invitati a rendere ragione della speranza che è in loro.

Oggi in realtà – risponde Enzo Bianchi –il Vangelo è diventato una sorta di “ricettario di etica”, un insieme di regole di comportamento. Ma il Vangelo è una buona notizia e come tale va data. Siamo in un clima sociale pervaso dalla paura degli stranieri - ­domanda ancora Ugo Sartorio - un tema complesso quello dell’accoglienza..

Oggi abbiamo tante paure – sottolinea il Priore -. Paura del futuro, della malattia, della vecchiaia, del lavoro precario, e dello straniero, una paura, quest’ultima, spesso strumentalizzata dalla governance politica. È una paura che non va negata, rimossa o strumentalizzata, ma che va resa sopportabile. Ciò è possibile con cammini di confronto e di ascolto, dando la possibilità agli stranieri di entrare nella nostra società. Infine si parla di laicità. Un’opportunità per i cristiani che sull’argomento hanno un apporto specifico da dare, come ha sottolineato Ugo Sartorio.

Una delle grandi conquiste dei cristiani è stata la laicità dello Stato. Il tema della laicità è stato assunto dai papi, è positivo e non esclude i credenti né ghettizza i cristiani in spazi privati. Oggi diciamo che è una benedizione. Ma consideriamo che per le altre religioni la laicità è ancora un tabù. La laicità dello Stato è la lealtà verso lo Stato, ma anche lo Stato ha dei limiti nel suo potere e il cristiano può, quindi, essere di aiuto al potere politico.

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di Redazione
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