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Grande successo della manifestazione "Incanti vesuviani"

Ercolano: l'Osservatorio Vesuviano al chiaro di Luna


Ercolano: l'Osservatorio Vesuviano al chiaro di Luna
28/06/2010, 09:06

 
 
                In uno scenario di stupenda bellezza, a 608 m sul livello del mare, dove è situata la struttura architettonica di borbonica memoria dell’Osservatorio Vesuviano, da diversi anni custode di uno dei musei della Vulcanologia più interessanti al mondo, la sede di Torre del Greco dell’Archeoclub d’Italia Onlus, presieduta da Michela Tappeto, con il patrocinio della Regione Campania, dei Comuni di Torre del Greco e di Ercolano, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Vesuviano, del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio dell’Ateneo Federiciano, dell’Unione Astrofili Napoletani, di Marenostrum, della sede di Torre del Greco della Federazione Nazionale Pro Natura e con la collaborazione di Slow Food e di Strada del Vino Vesuvio, ha dato vita alla seconda Edizione della manifestazione culturale “Incanti Vesuviani: storia, tradizioni e sapori” che si è tenuta nella serata di sabato 26 giugno.
              Gli intervenuti, oltre un centinaio di persone, hanno potuto apprendere la storia dell’Osservatorio Vesuviano che nel 1841 Re Ferdinando II di Borbone, sollecitato dall’illuminato pensiero di studiosi e spinto da una straordinaria lungimiranza, diede incarico all’architetto Gaetano Fazzini di progettare e costruire una struttura dove gli scienziati potessero depositare i loro strumenti e studiare da vicino i fenomeni vulcanici. Nel 1845, l’eccezionale costruzione fu inaugurata in occasione della VII Adunata degli Scienziati Italiani che si tenne nella Città di Napoli. I convenuti hanno pure appreso la storia eruttiva del Vesuvio e le moderne tecniche di sorveglianza del Vulcano grazie all’impegno e alla professionalità profusi dal personale dell’Ente di Sorveglianza vulcanica, oggi Sezione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
               Nel Salone Palmieri, più tardi, Michela Tappeto ha salutato gli ospiti e ha introdotto l’apertura dei lavori per una conferenza sul legame tra la Geologia e la produzione del vino. Non sono, però, intervenuti il prof. Franco Ortolani dell’Università Federico II di Napoli né il dottor Paolo Caputo della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei.
              Marcello Martini, direttore dell’Osservatorio Vesuviano-INGV – con i suoi saluti, ha sostanziato l’intervento sottolineando l’importanza di tali manifestazioni e auspicando un reiterarsi sempre più fitto di eventi.
               Jean-Pierre Brun, archeologo del Centre Jean-Bérard CNRS di Napoli, ha, invece, relazionato sulle sue ricerche in ordine alla produzione del vino di Roma antica. Interessanti le differenti tecniche utilizzate ai tempi dell’Impero, rispetto all’attuale trattamento delle viti.
               All’archeologia del vino è seguita quella degli astri con la relazione di Franco Ruggeri dell’Unione Astrofili  Napoletani. Ruggeri ha illustrato le tecniche di indagine in ordine all’apparizione di astri in tempi storici distanti dal presente diversi secoli.
               La conferenza si è chiusa con l’intervento di Alberto Capasso che ha simpaticamente analizzato attraverso alcuni prodotti tipici del Vesuvio, la gastronomia di questa terra vulcanica.
               La terrazza del secondo piano dell’Osservatorio si è, poi, affollata di persone che hanno potuto ammirare da un telescopio a specchio una splendente luna piena. Possibilità offerta dall’Unione Astrofili Napoletani.   
              La degustazione di taralli stabiesi e di un vino vesuviano sperimentale ha caratterizzato la conclusione della serata. Ad accompagnare gli assaggi, la straordinaria performance dei Ditirambo, il gruppo di ricerca etno-musicale di Torre del Greco, diretto dall’infaticabile Nicola Di Lecce.
               In definitiva, si è trattato di un evento di rilevante spessore culturale che lascia ben sperare in un futuro di costante impegno nella condivisione delle conoscenze in campo scientifico, artistico, letterario, enogastronomico e così via di un posto nel mondo di inusitata bellezza come l’aspetto fisico del territorio vesuviano.
 
Nella foto: Franco Ruggeri, Jean-Pierre Brun, Michela Tappeto, Marcello Martini e Alberto Capasso.
 
 
                

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di Rossella Saluzzo
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