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Ermanno Rea presenta il suo nuovo libro alla Feltrinelli di Napoli


Ermanno Rea presenta il suo nuovo libro alla Feltrinelli di Napoli
18/06/2012, 16:06

Giovedì 21 giugno 2012 - ore 18.00  Ermanno Rea  presenta il suo nuovo libro  LA COMUNISTA  Ne parlano con l’Autore Emma Giammattei e Silvio Perrella Feltrinelli Libri e Musica, via Santa Caterina a Chiaia, 23 (ang. piazza dei Martiri), Napoli

In queste due storie – La comunista e L’occhio del Vesuvio – Ermanno Rea torna a raccontare la sua Napoli: una città-abisso, una città-nostalgia, una città-rimpianto. Napoli si salverà?

Napoli e la sua gente, il presente e il passato di una città e di un’intera nazione affamate di speranza e di futuro. Ermanno Rea torna con La comunista sui suoi passi, torna a Mistero napoletano, ma il personaggio che ci presenta non è più, come nel famoso romanzo, una donna in carne e ossa, bensì il suo fantasma.
Testimone e messaggera, questa presunta donna-scandalo allude a una resurrezione ancora possibile della città, che può essere salvata – dice – soltanto dall’utopia, da un pensiero folle, da una passione, dalla capacità collettiva di credere nell’impossibile. Una narrazione non soltanto di grande tensione emotiva, ma aperta alla speranza e alla fiducia nel genio creativo degli abitanti del pianeta «Mezzogiorno». E che si tinge anche di altri colori e riflessioni intorno alla vecchiaia, all’amore, alle macerie della politica e al potere sempre vivificante dell’amicizia e a quello necessario della memoria.
Anche L’occhio del Vesuvio è una storia che ha, a sua volta, i colori e lo spessore dell’allucinazione. La trama è lineare, benché sovrastata dalla presenza minacciosa del Vesuvio, trasformato esso stesso in attore, personaggio neppure troppo secondario della vicenda. Distruggerà Napoli? La domanda è ripetutamente evocata, soprattutto dal co-protagonista del racconto, il grecista Lucio Ammenda, insaziabile e disordinato collezionista di libri, parte dei quali dedicati proprio al «formidabil monte» e ai suoi misteri. Ma a differenza del giovane polacco Tadeusz, deputato a costruire una degna biblioteca (di stile settecentesco) per questo sterminato patrimonio libresco, il professor Ammenda non teme tanto il rischio di un’eruzione quanto le conseguenze dell’accidia dei suoi con-
cittadini e dell’inetta classe dirigente.
Due racconti esemplari in cui l’autore, fedele ai suoi temi più cari, con sguardo acuto e fermo scruta il nostro presente e lo fotografa, lo mette a nudo sulla pagina in uno stile terso e pulito, «perfetto».


DAL LIBRO:

«Francesca era così: imprevedibile, tagliente, di una franchezza ruvida ma anche con una forte inclinazione alla malinconia e al sentimento.
La nostra amicizia era di granito: e quando dico amicizia dico proprio amicizia, non un’altra cosa. L’“altra cosa” era soltanto un’ombra che, mai esplicitamente evocata, a tratti e di soppiatto poteva rendere lei più aggressiva e spigolosa del solito e me più schivo e cupo. Nulla di più.»

ERMANNO REA (Napoli, 1927), giornalista e scrittore, vive a Roma. Ha collaborato con numerosi quotidiani e settimanali. Ha pubblicato Il Po si racconta: uomini donne paesi e città di una Padania sconosciuta (1990), L’ultima lezione (1992), sulla scomparsa dell’economista Federico Caffè, Mistero napoletano (1995, Premio Viareggio 1996), Fuochi fiammanti a un’hora di notte (1998, Premio Campiello 1999), La dismissione (2002) e Napoli ferrovia (2007). Nel 2011 è uscito La fabbrica dell’obbedienza. Il lato oscuro e complice degli italiani (Premio Brancati-Zafferana 2011).


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di Redazione
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