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ERODIADE IN SCENA A TEATRI DI PIETRA


ERODIADE IN SCENA A TEATRI DI PIETRA
11/07/2008, 11:07

L’attrice Iaia Forte, affascinata dalla capacità di Giovanni Testori nel creare personaggi femminili così virili, potenti, cosa rarissima nella drammaturgia italiana, affronta, nella doppia veste di regista ed interprete, il monologo Erodiade, che sarà in scena domenica 13 luglio alle ore 21.15, a Villa Imperiale Pausylipon, nell’ambito della quarta edizione di Teatri di Pietra – Pausylipo 2008, ideata ed organizzata da Capua Antica Festival e diretta da Aurelio Gatti.

Prodotto dal Teatro Stabile Delle Marche in collaborazione con TAU, AMAT e Sensi Piceni, la messinscena si avvale delle scenografie ed i costumi di Stefania Cempini, dell’allestimento di Mauro Marasà e dell’aiuto regia di Tommaso Ragno e Clara Gebbia.
Artista sensibile e profonda, la Forte fa sua la “lingua poetica e carnale” di Giovanni Testori, sul cui testo è basato il dramma di Erodiade, dando corpo, anima e voce ad un personaggio controverso, ‘spaccato a metà’, come quello di Erodiade, madre di Salomè e complice del martirio di Giovanni Battista.
A colpire Giovanni Testori nella vicenda dell'uccisione di Giovanni Battista, è soprattutto la figura di Erodiade, capace di spingere la figlia Salomé tra le braccia di Erode e a chiederle la testa di Giovanni, reo di aver rifiutato il suo amore.
Completamente identificata nella sua passione impossibile, Erodiade sfida il Dio carnale di Giovanni e cerca la morte in scena.
Un personaggio inizialmente pensato per Valentina Cortese, ma interpretato negli anni ottanta da Adriana Innocenti, a cui Testori dedicò il dramma, rielaborato più volte dalla sua prima stesura del 1969.
 “Il suo universo – dichiara la Forte sulla drammaturgia di Testori - è qualcosa di molto materico, fatto di odori e colori. Non è solo letteratura o teatro, è piuttosto ciò che scatena sensorialmente. Poi la lingua, per la sua invenzione e la sua carnalità. La capacità, nello specifico teatrale, di creare personaggi femminili unici, possenti e di grande intensità. E poi l’ossessione di cui vive il suo teatro, che è un elemento che amo molto in tutte le forme artistiche”.
L’Erodiade di Testori è un testo che vive nell'incessante ed inconciliabile dialettica, tra una vita che cerca il suo senso ed un teatro che non riesce a procurarglielo.
E’ una lunga, sofferta e vana mediazione sull'impossibilità della scrittura, guardata e sezionata mentre si va creando, svolgendo e poi spegnendo, colpita a morte dalla "parola" stessa, che non vuole, non può, assistere alla propria dolente sconfitta.
Teatri di Pietra – Pausylipon 2008 nasce in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta, ed il patrocinio di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ente Teatrale Italiano, Regione Campania, Provincia di Napoli e Comune di Napoli, Assessorato al Turismo, Grandi Eventi, Pari Opportunità e Tempi della Città.

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di Redazione
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