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Esportare la democrazia in Afghanistan con l’insegnamento di buone prassi


Esportare la democrazia in Afghanistan con l’insegnamento di buone prassi
24/05/2011, 15:05

San Giorgio a Cremano, 24 maggio 2011 - Esportare la democrazia non con la guerra ma con l’insegnamento di buone prassi. E’ l’obiettivo di una tre giorni promossa dall’Amministrazione Giorgiano che vedrà protagonista a San Giorgio a Cremano Barialai Zulfuqar, rappresentante della Afghan Community Rehabilitation Unit alla conferenza di Roma. L’esponente asiatico incontrerà i rappresentanti della società civile e delle istituzioni locali in una serie di incontri per raccogliere indicazioni utili per creare una maggiore partecipazione democratica nel suo Paese, che sta faticosamente riprendendosi dopo lunghi anni di guerra e la lotta ai talebani.

Giovedì alle 16, presso il Palazzo di Città, si terrà una tavola rotonda in cui saranno presentate a Zulfuqar delle esperienze di democrazia partecipativa messe in atto dal Comune, dal bilancio partecipativo alla costituzione di reti e forum civici. Interverranno il sindaco Mimmo Giorgiano, il presidente del Consiglio Comunale Ciro Sarno, gli assessori al Bilancio Salvatore Petrilli, alle Politiche Sociali Luciana Cautela ed alla Partecipazione Luigi Velotta, che ha organizzato, attraverso l’Informagiovani cittadino, l’iniziativa.

Venerdì 27 maggio alle 9.30 presso il Centro Polifunzionale Giovanile si terrà un tavolo tecnico sulle politiche giovanili, dell’infanzia, della pace e dei diritti umani. Il pomeriggio, alle 28, una tavola rotonda sul tema “il cittadino ed il dialogo con le istituzioni: il ruolo della società civile”, con la partecipazione di rappresentanti del Forum delle Associazioni, di un rappresentante dell’ufficio per la Consigliera per le pari opportunità della Provincia, di sindacati, della protezione civile e del mondo del terzo settore locale.

L’evento è svolto in collaborazione con Afgana (www.afgana.org), una rete informale della società civile italiana - ne fanno parte Ong, associazioni, sindacati, ricercatori, cittadini - nata il 26 marzo 2007 dopo l’appello “Un percorso per la pace e la giustizia in Afghanistan: riflessioni e proposte della società civile” per creare un forum proprio sul ruolo della società civile italiana in Afghanistan.

Il dibattito nel nostro paese, infatti, troppo spesso resta focalizzato sulla presenza militare straniera, le cui implicazioni tornano alla ribalta ad ogni rifinanziamento della legge sulle missioni all’estero: “Molto si è detto dell’Afghanistan – si legge nell’Appello - poco però del popolo afgano, dei suoi bisogni, di come viene percepita la presenza occidentale”. Oltre al desiderio di uscire dalla guerra, bisogna cercare di capire cosa fare per e dopo la pace, e soprattutto quale sostegno può arrivare dalla società civile italiana alla sua sorella afgana.

Alla base di Afgana c’è la convinzione che il diretto coinvolgimento delle organizzazioni della società civile, rappresentative delle molteplici realtà presenti nel tessuto sociale afgano, sia una priorità oggi e anche nel prossimo futuro.

Del resto, nonostante negli ultimi trent’anni l’Afghanistan sia stato umiliato dalla guerra, di recente l’associazionismo afgano ha dato prova di un grande impegno per la ricostruzione del tessuto sociale del paese. A maggior ragione appare necessario, in questo momento, uno sforzo congiunto per creare maggiori opportunità di dialogo fra tutti i settori sociali, lavorando insieme per individuare obiettivi condivisi ed elaborando programmi rispetto ai quali tutte le realtà sociali si sentano veramente parte in causa.

La responsabilizzazione della società civile, insomma, è essenziale per avviare una ricostruzione sociale davvero condivisa e per vedere garantiti i diritti umani. La voce della società civile, quindi, ha bisogno di essere ascoltata da tutte le istituzioni nazionali e internazionali. Per questo motivo Afgana si sta impegnando nell’organizzazione di una Conferenza della società civile afgana che sarà il primo passo per la costruzione in Afghanistan di una Casa della società civile e la Città di San Giorgio a Cremano supporta questo importante progetto.

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di Redazione
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