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Premiati Simone di Meo e Piero Treccagnoli

Festival del Libro e della Scrittura: un premio agli autori di case editrici emergenti


Festival del Libro e della Scrittura: un premio agli autori di case editrici emergenti
06/12/2009, 14:12

Approda quest’anno al Festival del Libro e della Scrittura un nuovo premio, dedicato agli autori di case editrici emergenti. Un comitato scientifico composto da giornalisti, scrittori e docenti ha selezionato, tra i numerosi testi letti nei mesi antecedenti il Festival, sei vincitori per sei diversi generi letterari. Cronaca/inchiesta, sport, narrativa, noir/gialli, saggi/attualità, giovani/emergenti.
I vincitori sono autori che hanno contribuito con le loro opere a lasciare un segno nella produzione libraria nazionale e soprattutto campana. Le loro opere sono il frutto di una ricerca attenta e minuziosa, per alcuni incentrata sul linguaggio e sulle forme espressive, per altri rivolta a documenti e testimonianze che appartengono al quotidiano giornalistico.
Il “Premio Festival” viene assegnato dall'Associazione Culturale "Un uomo che legge ne vale due", promotrice ed organizzatrice della Terza Edizione del Festival del Libro e della Scrittura. Nella serata di Venerdì 11 che si svolgerà all’interno del tendone del Festival (Piazza Elena d’Aosta – San Giuseppe Vesuviano) esponenti del mondo della cultura e del giornalismo, consegneranno i premi ai vincitori.
 
Segue l’elenco dei premiati.
 
CRONACA/INCHIESTA
Vince il Premio Festival per la sezione cronaca/inchiesta, il giornalista Simone Di Meo con il romanzo "Faida di camorra, La più sanguinosa guerra di camorra mai combattuta a Napoli in uno sconvolgente romanzo-verità" ( Newton & Compton Ed.)
 
Il Libro:
Ai margini della città di Napoli, dilaniata dal degrado e dalla disoccupazione, si trova il più grande mercato di droga in Europa: Secondigliano. È qui che si combatte la spaventosa faida di camorra tra il clan del boss latitante Paolo Di Lauro e il gruppo degli "spagnoli", una guerra in grado di provocare più di settanta morti tra il 2004 e il 2005. In palio c'è il controllo della più ricca impresa criminale del Sud Italia: il traffico internazionale di stupefacenti. In quei mesi, i killer delle due cosche decapitano traditori, uccidono e danno alle fiamme le fidanzate, i padri e le madri dei nemici e appiccano il fuoco a decine di negozi e appartamenti per snidare i rivali. La terza metropoli italiana si
 
 
 
trasforma in un campo di battaglia, mentre il magistrato che indaga sulla strage scopre di essere intercettato abusivamente e il fratello di un senatore della Repubblica trema al pensiero di cadere vittima di un'imboscata. Di Meo ha il coraggio di raccontare una storia avvincente come un romanzo, ma terribile come la realtà.
 
L’Autore:
Simone Di Meo, 28 anni, napoletano, laureato in Scienze della comunicazione, è un giornalista professionista e collabora con settimanali e quotidiani nazionali su temi di attualità, politica ed economia. Ha curato per il canale satellitare dedicato agli Italiani nel mondo, INM Channel (Sky 888), approfondimenti e speciali televisivi sulla criminalità organizzata a Napoli e in Campania. Vicedirettore del mensile «ForumItalia», ha coordinato la cronaca nera e giudiziaria per il quotidiano «Cronache di Napoli». Attualmente scrive per il quotidiano «Il Roma» e si occupa della comunicazione della presidenza della delegazione italiana presso l'assemblea parlamentare della Nato.
Indirizzo web: simonedimeo.blogspot.com
 
 
ATTUALITA’
Trionfa nella sezione di attualità Agnese Palumbo con “Centouno cose da fare a Napoli almeno una volta nella vita”. (Newton & Compton Ed.)
 
Il Libro:
Si arriva a Napoli con il pregiudizio che questa città sia tutta sole, pizza e mandolino. Premesso che la pizza è una delle cose migliori che esistano al mondo e che la musica napoletana resta uno dei patrimoni dell'umanità, possiamo serenamente affermare che Napoli oggi è molto altro. È l'arte contemporanea fruibile da tutti, è storia che trasuda dai palazzi, è Eleonora Pimentel De Fonseca e le altre donne della rivoluzione del '99, è entrare in un vicolo e trovarsi davanti a un Caravaggio che sconvolge, è la nebbia sottile che fa sparire il Vesuvio, è trovarsi sotto il naso la mappa della città affacciati da San Martino. Napoli è il sapore dei taralli che lascia la lingua in fiamme per tutto il pomeriggio, è il caffè intellettuale di via Bellini o quello caotico di via San Sebastiano, è passeggiare per via Tribunali con la  musica del Conservatorio che riempie le stradine strette.
 
 
L’Autore:
Agnese Palumbo è una giornalista, ha scritto e condotto il programma televisivo Miraggi (www.dixtv.it). Attualmente collabora con “Il Riformista”, Metropolis e il magazine on line.
 
 
GIALLI/NOIR
Vincitore nella categoria dei romanzi gialli/noir, il giornalista Pietro Treccagnoli con "Non sono mai partito". (Cento Autori Ed.)
 
Il Libro:
Nel racconto del testo edito da “Cento Autori”, due voci narranti si intrecciano ripercorrendo gli accadimenti dei cosiddetti "anni di piombo": una è quella del gretto commissario Ascione (personaggio già presente nell'opera prima di Treccagnoli "Non lo chiamano veleno", 2006), un poliziotto in pensione sulle tracce di un uomo scomparso 30 anni prima; l’altra è quella dell’autore che scava nel passato alla ricerca di risposte a domande su quella che è anche la sua generazione, quella che ha vissuto la crisi del Partito comunista sul finire degli anni '70.
 
L’Autore:
Pietro Treccagnoli è un giornalista. Nella sua carriera ha spaziato dalla cronaca all’attualità, dagli spettacoli alla cultura, vivendo sempre le situazioni in prima persona, entrando in contatto con personaggi e con le storie che ha raccontato.
Per Il Mattino ha intervistato personaggi del calibro di Woody Allen, Attilio Bertolucci, Robert De Niro, il leader del gruppo rock U2, Bono Vox. E ancora Meryl Streep, seguita nella sua visita agli Scavi di Pompei dove si era camuffata per confondersi tra i turisti, e Mario Vargas Llosa, candidato alla presidenza del Perù. 
 

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di Redazione
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