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Le 5 leggende danno il titolo all'ultimo gioiello Dreamworks

Festival di Roma: 5 leggende in un unico cartone animato

Dal 29 novembre al cinema, oggi in anteprima a Roma

Festival di Roma: 5 leggende in un unico cartone animato
13/11/2012, 19:52

ROMA - Potere alle favole: il mondo, un posto sempre più buio e disperato, può salvarsi solo grazie alla speranza incrollabile dei bambini. A far riscoprire loro l'incanto dei sogni ci pensa un gruppo di guardiani a dir poco speciale, che vede fianco a fianco Babbo Natale (Nord) con il Coniglio pasquale (Calmoniglio), Sandman, la Fatina dei denti (Dentolina) e Jack Frost. Sono loro Le 5 leggende che danno il titolo all'ultimo gioiellino Dreamworks, al cinema per Universal dal 29 novembre e in anteprima oggi 13 novembre al Festival Internazionale del Film di Roma. “Tutti noi abbiamo l'impressione di conoscere benissimo questi personaggi a livello emotivo - racconta il regista Peter Ramsey - ma nessuno saprebbe ricostruirne le origini o la mitologia. Rappresentano sogni, speranza, meraviglia e ricordi: da qui parte il nostro film d'azione, più che d'animazione. Sono veri, esistono e vanno raccontati con serietà e in maniera realistica perché rappresentano la realtà dei bambini e permettono agli adulti di rivivere l'infanzia. Per questo le luci usate su di loro sono le stesse che avremmo scelto per attori in carne ed ossa e le loro caratteristiche sono dettagliate al punto di far pensare i grandi come quando erano piccoli”. Basta guardare i due tatuaggi di Babbo Natale sulle braccia con le scritte tribali “buono” e “cattivo” per capire che il film non scherza affatto: “E’ un folle! - continua Ramsey - D'altronde come lo definireste uno che vola su una slitta trainata da renne e raggiunge tutto il mondo in una notte? I tattoo dimostrano che è un duro, spericolato e imprevedibile, con un fuoco che gli brucia dentro, ma al tempo stesso un tipo amabile e generoso. E chi meglio di Alec Baldwin poteva dargli la voce nella versione originale?”. Ogni attore/doppiatore è stato infatti scelto in base alle affinità con il personaggio: “Jude Law - ammette sorridendo il regista - è perfetto come Uomo Nero perché ha una voce che tutti vorrebbero ascoltare e incarna la paura stessa perché è suadente, convincente, affascinante, ti lascia credere quello che vuoi sentirti dire. Ti terrorizza al punto tale di ridurre il tuo mondo e s'insinua nei tuoi incubi peggiori. Al contrario i guardiani sprigionano energia, magia, gioia ed era cruciale che si capisse questo contrasto. La fatina dei denti (Isla Fisher, ndr) soffre di disturbo dell'attenzione e ha bisogno di molte assistenti per salvaguardare la memoria dei piccoli, compreso Jack Frost (Chris Pine)”. ”Sandman, invece - precisa il produttore Guillermo Del Toro - è a metà tra Buddha e Mister Mago, con i poteri maggiori ma anche il più umile del gruppo”. “Chi non ha amato tutti loro? - si chiede Jeffrey Katzenberg, fondatore di Dreamworks e vincitore del Premio Vanity Fair alla kermesse capitolina per l'eccellenza nel cinema - Il mio preferito resta Babbo Natale, in cui credevo anche se sono ebreo. Abbiamo portato su grande schermo questi personaggi leggendari regalando loro un look tutto nuovo che potesse sfruttare le potenzialità del 3D, un mezzo potentissimo che con l'esperienza migliora film dopo film”. “Le 5 leggende portano in scena i sogni più evocativi ma anche le paure più inquietanti, che secondo Del Toro nella società moderna trovano fin troppo spazio: L'Uomo Nero oggi è rappresentato dai politici e da tutti quei rappresentanti di istituzioni che crollano una dopo l'altra, perché non più in grado di fare quello che dovrebbero. Per non parlare delle banche che sembrano un tipo diverso di criminalità legalizzata. Come la storia insegna, però, ad ogni periodo buio poi segue un'era di luce”.

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di Valerio Esca
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