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Festival Impegno Civile: ad Ercolano Maniaci annuncia «Un canale di TeleJato a Radio Siani»


Festival Impegno Civile: ad Ercolano Maniaci annuncia «Un canale di TeleJato a Radio Siani»
26/06/2012, 13:06

Festival Impegno Civile: ad Ercolano Pino Maniaci annuncia «Un canale di TeleJato a Radio Siani». Giovedì nuova tappa a Casalnuovo: a Casarea battesimo della cooperativa che coltiverà i terreni dove è stato abbattuto un intero quartiere abusivo.
Prosegue il ricco viaggio del Festival dell’Impegno Civile. Ieri (lunedì) la tappa di Ercolano organizzata dai volontari di Radio Siani e dal coordinamento dei giornalisti precari della Campania con l’incontro “Chi racconta le mafie”, che ha visto protagonisti i giornalisti Ciro Pellegrino, Marilena Natale, Amalia De Simone, Giuseppe Scognamiglio, Pino Maniaci. Il direttore di TeleJato, nella sua testimonianza sull’impegno antimafia dell’emittente di Partinico in Sicilia, ha annunciato la prossima collaborazione con la web radio per la legalità di Ercolano «Nell’impegno contro le mafie è necessario costruire e rafforzare reti di collaborazione» ha detto Maniaci «Per questo sono felice che uno dei 5 canali sui quali presto trasmetterà TeleJato sarà curato proprio da Radio Siani. Portare avanti un lavoro di testimonianza e denunce contro le mafie è duro e faticoso» ha affermato Maniaci «Non nascondiamo la paura. Ma andiamo avanti perché la Sicilia come la Campania non possono essere conosciute come terre di mafia e camorra. Andiamo avanti e i giovani, soprattutto i giovani, devono provare rabbia contro chi sottrae loro non il futuro, ma il presente». E dopo Ercolano, il Festival dell’Impegno Civile, unica kermesse al mondo ad essere interamente realizzata sui beni confiscati e sequestrati, promossa dal Comitato Don Peppe Diana e da Libera coordinamento provinciale di Caserta, fa tappa giovedì a Casalnuovo. In località Casarea, a via Vecchiullo, dove le ruspe hanno liberato i terreni dagli scheletri ingombranti di interi condomini abusivi, nascerà la cooperativa A.R.S, il cui acronimo richiama la memoria di Alberto Vallefuoco, Rosario Flaminio e Salvatore De Falco, i tre giovani operai, vittime innocenti di camorra, assassinati nel 1998, lungo via Nazionale delle Puglie. A tenere a battesimo la cooperativa Antonio Peluso, sindaco di Casalnuovo, Bruno Vallefuoco, papà di Alberto e referente di Libera Memoria, Geppino Fiorenza, referente regionale Libera, Antonio D’Amore, referente provinciale Libera, e Salvatore Cantone, componente del direttivo nazionale della FAI (Federazione Italiana delle Associazioni Antiracket) «Su questi terreni che sorgono proprio di fronte al Parco Nazionale del Vesuvio coltiveremo le eccellenze dell’agroalimentare campano a partire dai pomodori» afferma Angelica Romano referente di Libera Casalnuovo e presidente di ARS «Su questi terreni si è realizzato uno dei più grandi scempi edilizi della Campania e dell’Italia intera. Ora saranno restituiti alla collettività. Ma ci teniamo a sottolineare che mentre chi ha acquistato le case, spesso anche in buona fede, ha pagato un prezzo molto alto, le ditte che hanno costruito questi mostri in totale spregio della legge continuano ad operare in tutt’Italia. Così come i colletti bianchi, innanzitutto i notai, che hanno ratificato questo orrore». Dopo l’incontro a Casarea la giornata promossa dal Festival proseguirà nella piazza di Tavernanova, dove verrà inaugurata una targa in memoria del giornalista Giancarlo Siani. Interverranno: Paolo Siani, fratello di Giancarlo e Presidente della Fondazione Pol.I.S, Tano Grasso, Presidente onorario della FAI, vari dirigenti scolastici e scolaresche di Casalnuovo. Saranno presenti i familiari di Salvatore De Falco e Rosario Flaminio, i rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, associazioni aderenti a Libera «Questo Festival sta piantando i semi delle Terre di Don Peppe Diana in tutta la Campania» affermano gli organizzatori della kermesse «da Teano a Quindici, da Posillipo a Casal di Principe, da Ercolano a Trentola, da Casapesenna a Casalnuovo, si sta costruendo una rete forte che varca i confini regionali e, a partire dal riutilizzo sociale e produttivo dei beni confiscati, sarà un importante strumento contro le mafie. Proseguiamo questo straordinario viaggio e ogni tappa rende più forte la convinzione che le mafie, la camorra, possono essere combattute e vinte»

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di Redazione
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