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La nota attrice di Cento Vetrine si racconta

Fiction Cento Vetrine: Elisabetta Coraini e Laura Beccaria - due donne a confronto


Fiction Cento Vetrine: Elisabetta Coraini e Laura Beccaria - due donne a confronto
13/10/2010, 10:10

Da più di nove anni, era l’8 gennaio 2001, Cento Vetrine, la soap opera in onda ogni pomeriggio su Canale 5, riscuote un grande successo di pubblico, merito degli attori, oltre che degli autori, che interpretano con professionalità un genere narrativo che, in tempi molto veloci, deve condensare un prodotto perfettamente fruibile.
Tra i protagonisti dell’attuale cast spicca il talento e la poliedricità di Elisabetta Coraini che interpreta Laura Beccaria, una donna dolce e sensibile che è diventata, negli ultimi tempi, una donna d’affari senza scrupoli. L’attrice, nata a Milano, ha studiato recitazione al Roy London Acting Studio e al Vincent Chase Acting Studio di Los Angeles e canto negli States con Seth Riggs. E’ stata protagonista in “L’uomo che non poteva morire”, per la regia di Dino Desiata, “Il gesto sospeso”, diretta dal marito Fabrizio Portalupi, “Mirandolina canta”, di Sauro Albisani, “Le sue donne, signor Pirandello…”, di Portalupi, “La strega Agnesi”, per la regia di Mauro Ginestrone. Una curiosità che riguarda le doti canore di Elisabetta Coraini è di aver cantato per la Lino Patruno Jazz Band nel CD Amapola, della Fonit Cetra e in numerose esibizioni live.
Nell’intervista che segue emerge una donna forte, determinata, sensibile e con grandi progetti per il futuro.
Signora Coraini,la fiction rappresenta per Lei un traguardo o un punto di partenza?
La fiction, intesa come CentoVetrine, per me non è un punto di partenza perché provengo da numerose altre esperienze lavorative prima di questa. E non la considero neanche un punto di arrivo. E' semplicemente una meravigliosa opportunità che mi si è presentata e che ho deciso di cogliere con entusiasmo. Il mio punto di arrivo è molto lontano, forse infinito.
Come definirebbe la fiction televisiva?
Deludente. Il panorama televisivo italiano non mi entusiasma affatto tranne poche eccezioni. Spesso si vedono prodotti di prima serata poco interessanti e per di più sono interpretati sempre dagli stessi tre o quattro attori. Si rischia di cadere nella monotonia e nella prevedibilità ed è un gran peccato.
Lo stretto legame con il personaggio da interpretare pregiudica la carriera di un attore?
Sì, se lo si interpreta da tanto tempo e soprattutto se non ci si fa conoscere dal pubblico sotto altre vesti. I telespettatori tendono a "volerti" vedere solo nei panni di quel personaggio.
Quanto del suo carattere, della sua personalità c’è nel personaggio che interpreta?
Siamo entrambe molto tenaci, ma, mentre Laura non si ferma davanti a nulla, Elisabetta ci pensa due volte prima di oltrepassare il limite.
Cosa sogna nel suo prossimo futuro professionale?
Molteplici e meravigliosi ruoli per il cinema e per la televisione, anche in film internazionali, visto che parlo molto bene l'inglese.
Come è cambiato il modo di fare televisione dagli anni ’80 ad oggi?
Dal punto di vista tecnico si è passati ad un prodotto più veloce e dinamico. Per il resto non trovo grandi differenze.
Teatro, cinema e televisione: quale medium le ha dato più soddisfazione e perché?
Sono tre mondi meravigliosi, diversi tra loro, ma per me assolutamente complementari, nel senso che quando lavoro nel cinema o nella fiction mi manca il teatro e viceversa. Oppure quando canto ho voglia di recitare ed è vero anche il contrario.
Quali sono le sue esperienze artistiche più emozionanti?
Sono stati emozionanti gli spettacoli teatrali e tutte le esibizioni dal vivo. Motivo di grande crescita umana e professionale “Femina Fera” ed “EuDemonia”, i lavori di foto-poiesis. Tanta passione nella fiction, con una voglia incredibile di lavorare di più nel cinema avendo maggior tempo a disposizione per preparare e per curare le scene.
Che rapporto ha con i suoi fan?
In genere buonissimo, con la consapevolezza dell'importanza che hanno nel consacrare il nostro successo. Non li amo quando sono eccessivamente invadenti e incuranti della mia privacy.
Quali sono stati i suoi esordi?
Il mio esordio è stato con "Un uomo di rispetto" un film in due puntate per la RAI, regia di Damiano Damiani con Michele Placido. Eravamo due donne protagoniste, una era la moglie e l'altra l'amante di Michele Placido. Io ero l'amante. E' stata una grandissima opportunità lavorativa dalla quale ho imparato molto e che ha segnato in me in maniera indelebile la consapevolezza del grande amore che provo per questo mestiere. Ricordo, divertita, un episodio avvenuto con il grande Damiano Damiani in un giorno di riprese in cui mi ha schiaffeggiata per farmi entrare “meglio” nel personaggio, riteneva che non fossi abbastanza sofferente. In quel momento l’ho odiato, ora lo ringrazio.
Quali sono i suoi attori, attrici preferiti?
Tra gli attori italiani ammiro Laura Morante e Fabrizio Bentivoglio, tra gli stranieri adoro Naomi Watts, Cate Blanchett, Sean Penn, Daniel Day-lewys, Antony Hopkins, Michey Rourke e altri, ma sarebbe troppo lunga la lista.
Quando non lavora come impiega il suo tempo?
Faccio diversi sport, pilates, pesistica, piscina. Probabilmente se non avessi fatto l'attrice sarei stata una sportiva. E' un'esigenza psicologica oltre che fisica. La fatica e il sudore per me sono una sorta di purificazione e di rinascita.
Quali programmi televisivi preferisce guardare?
Film, film, film e ancora film. A volte, ma quando ne vale veramente la pena, trasmissioni di attualità.
Cosa pensa dei reality e dei talent show?
I talent show possono essere divertenti e interessanti perché oltre a permetterci di conoscere dei veri talenti artistici, ci permettono di vivere insieme a loro l'emozione e la paura delle esibizioni dal vivo. Io soffro sempre insieme a loro. Guardare i reality mi annoia a morte e li considero una grande perdita di tempo.
Interviene sulle scelte degli autori della fiction CentoVetrine?
In genere accolgo come una sfida ogni storia ed evoluzione che riguardano il mio personaggio, a meno che non ci trovi incoerenze dal punto di vista psicologico. In questo caso ne parlo con gli scrittori e troviamo insieme un accordo. Sono stata madre, amante, amica, persino prostituta. Ora sono una dark lady e chissà che cosa mi riserverà il futuro....
Che rapporti ha con i suoi colleghi? Sono nate delle amicizie al di fuori del set televisivo?
Ho ottimi rapporti con tutti i miei colleghi, anche perché se non fosse così, non riuscirei a lavorare in condizioni di armonia e di serenità, per me assolutamente essenziali.
Come concilia il tempo con gli affetti?
Al momento bene, nel senso che riesco il più delle volte a non trascurare la mia famiglia, non me lo perdonerei. Ma quando non ci riesco, so di avere comprensione sia da parte di mia figlia Alice, abituata dalla nascita al mio lavoro, che di mio marito Fabrizio, nella mia stessa situazione, in quanto regista e fotografo.
Si sente pronta per interpretare altri ruoli?
Non vedo l'ora!
A che cosa ha rinunciato per il suo lavoro?
Probabilmente se non avessi iniziato a lavorare subito dopo la maturità, mi sarei iscritta all'università. A quel tempo avrei scelto psicologia. Ora sceglierei filosofia e sono molto più propensa a studiare da autodidatta, mi spaventa doveraffrontare l’interminabile burocrazia universitaria. Interessante sarebbe poi avere un confronto con qualche esperto in materia. 
Quale personaggio vorrebbe interpretare e da chi vorrebbe essere diretta?
Vorrei essere Elisabeth, la regina d'Inghilterra. Ho adorato Cate Blanchett in quel ruolo. Riguardo i registi, ne cito solo due per non fare le mie solite liste interminabili, Salvatores e i fratelli Cohen.
Qual è il suo sogno nel cassetto?
Cinquecento milioni di euro. Per aiutare chi ha davvero bisogno. Per fare da mecenate agli artisti che stimo. E con quello che resta, auto-produrmi nei miei progetti di arte vera e incontaminata.

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di Rossella Saluzzo
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