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“Fieramosca” alla Biennale di Venezia


“Fieramosca” alla Biennale di Venezia
01/06/2011, 13:06

Biennale di Venezia, 4 giugno – 27 novembre 2011:  fortemente voluta da Vittorio Sgarbi curatore del Padiglione Italia della 54esima Esposizione Internazionale d’Arte – Biennale di Venezia l’opera “Fieramosca” sarà installata nei Giardini dell’Arsenale come l’opera selezionata a rappresentare la celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Si tratta di un gigantesco elmo di bronzo e acciaio, nato da un’idea dell’artista casertano e capuano d’adozione Arturo Casanova, Architempo di Capua e Segmento A di Caserta
Il grande elmo ha l’eccezionalità di esplicarsi anche attraverso la peculiare inclinazione di 16° dell’ asse rispetto al piano di appoggio è composto da circa 150 placche di bronzo saldate assieme, raggiungendo le misure di 8m in altezza e 6 m di diametro e con un peso di circa 15 tonnellate.
“Esso si configura come non–monumento – dice l’artista Casanova - ossia una nuova visione dell’opera d’arte monumentale che guarda ad un modello urbano-poetico che aspira ad interagire e comunicare con la società attuale”.

“Siamo orgogliosi della scelta di Sgarbi che ci dà l'occasione di presentare il bello e il buono della nostra terra ad una platea internazionale” dice Giuseppe Bellone project manager di Architempo, l’associazione che è all’origine dell’operazione e che cura l’organizzazione generale del progetto - “Tutto cominciò, infatti, nel 2007, quando, in occasione del 504esimo anniversario della Disfida di Barletta, Architempo, ristampò il romanzo «Ettore Fieramosca» di Massimo D’Azeglio, commissionando la copertina all’artista Casanova raffigurante, appunto, l'elmo. Partendo da quella immagine nacque l’idea di realizzare con lo studio di progettazione architettonica Segmento A di Caserta (Giovanni Palmiero, Alessia Fratta e Massimiliano Palmiero) il «Fieramosca info-point monument», una scultura/architettura che fosse punto informativo per i turisti, destinata a riqualificare la Piazza Umberto I di Capua. Il progetto, in seguito donato al Comune di Capua è stato fortemente sostenuto dal sindaco Carmine Antropoli che ha saputo cogliere l’eccezionalità della proposta tanto da condurre l’opera alla realizzazione. Grazie ad un project financing, la sfida del Sindaco è stata raccolta dalla società Capua Multipark degli imprenditori Antonio e Nicola Piccolo, che, con grande passione hanno creduto molto nell’idea, finanziando l’intero progetto, realizzando non solo il parcheggio multipiano di Piazza Umberto I, ma riqualificando l’intera piazza sovrastante in via di ultimazione, secondo il progetto originario contenente l’elmo.

L’opera “Fieramosca” è un concentrato di professionalità campane: la realizzazione dell’ opera in bronzo è della FONDERIA D’ARTE 2000 di Nola, mentre la carpenteria metallica ad opera della UGi srl – S. Antonio Abate, su progetto strutturale e definitivo degli architetti Giovanni Palmiero, Carmine Nocera e dell’ing. Corrado D’Alessandro.

Nella prospettiva di unire la poesia del messaggio artistico e la riflessione sulle esperienze storiche dell’Italia, il progetto “Fieramosca” si propone come simbolo propiziatorio di una unità ritrovata ma allo stesso tempo ancora in progress e che vede alla Biennale di Venezia, davanti al Padiglione Italia, l’occasione più adatta per essere presentato grazie alla collaborazione della galleria ALLEGRETTI ARTE CONTEMPORANEA di Torino.
L’intero “viaggio” del progetto sarà poi raccolto in un libro che ARCHITEMPO sta realizzando con il fotografo Giovanni Izzo che sarà presentato in occasione dell’approdo dell’elmo nella sede originaria a Capua, citta natale del condottiero Ettore Fieramosca, (Capua, 1476 – Valladolid, 20 gennaio 1515) eroe della “Disfida di Barletta” e simbolo ante litteram di unità nazionale, dove l’opera sarà installata permanentemente, funzionando come un centro tecnologico di comunicazione e trasmissione di memorie del nostro presente.

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di Redazione
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