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"Figli di un brutto Dio ", al Teatro Elicantropo di Napoli


'Figli di un brutto Dio ', al Teatro Elicantropo di Napoli
16/01/2012, 14:01

Farà tappa al Teatro Elicantropo di Napoli, giovedì 19 gennaio 2012 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 22) Figli di un brutto Dio l’apprezzatissima pièce messa in scena e interpretata da Paolo Mazzarelli e Lino Musella, spettacolo vincitore del Bando In Box 2010.

Presentato dalla Compagnia MusellaMazzarelli, Figli di un brutto Dio è il titolo, all’interno dell’omonima pièce, di un format tv, e porta alla luce storie drammatiche, tristi vicende per fare share, ascolti, vendere prodotti pubblicitari.

Le persone sono trattate come merce, numeri, con tutto quell’alfabeto inglesizzato freddo e asciutto che separa la visceralità dei sentimenti, la vita reale dalla sua proiezione dentro il tubo catodico. Il mondo è in caccia di alcuni tipi che non hanno bandiera, che non hanno speranza, né presente né futuro. Tutti pronti a prostituirsi per quel quarto d’ora di celebrità.

Un tentativo di scrittura scenica integrale a due, in cui due attori, nel farsi autori/interpreti di un pezzo di teatro, si concedono maggiore libertà/responsabilità e, nello stesso tempo, si obbligano al continuo confronto con un altro, per condividere, all'interno della creazione scenica, ogni passaggio. Due storie dell'Italia 2010, del qui e dell'oggi, per indagare la realtà che c'investe e fermarne un frammento sul palco.

La prima ha per protagonisti due gemelli e un conduttore televisivo ed è ambientata nel mondo della TV, in cui Denari e Speranze scorrono a fiumi attraverso canali a volte putrescenti. Una Fogna reale nella quale hanno diritto a nuotare o ad annegare solo pochi eletti. La seconda è la storia di due falliti veri. Una coppia ispirata a quella di Uomini e Topi di Steinbeck. Due poveri Cristi senza futuro che sopravvivono nella spazzatura, nell'illusione, nel reciproco amore.

Cosa hanno in comune i personaggi della Regale Fogna di certa TV e gli altri due che bazzicano nella reale spazzatura di tutti i giorni? Primo: fanno ridere ma non lo sanno. Secondo: non hanno speranze ma sono convinti di averne. Terzo: sono figli diversi e leggittimi di una stessa realtà, di un Comune tempo, di un Brutto Dio.

Figlidiunbruttodio è un duplice spaccato reale sulla società in cui viviamo: una società bulimica, malata, riflessa in un mondo dello spettacolo che tende a inglobare, usare, ingurgitare uomini, per risputarli, poi, fuori annullati, vuoti.

Una società che si disinteressa della gente comune, portando all’estremo determinate situazioni che, purtroppo, non si allontanano neanche di molto da una collettività che si è dimenticata dell’Uomo e che ne sfrutta debolezze, sogni, speranze e vite.

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di Redazione
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