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Finale di partita di Samuel Beckett


Finale di partita di Samuel Beckett
11/03/2011, 14:03

Vincitore del Premio Ubu 2010 come spettacolo dell’anno, debutterà, martedì 15 marzo 2011 alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 20) sul palcoscenico del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, Finale di Partita di Samuel Beckett, nella traduzione di Carlo Fruttero e la regia di Massimo Castri.

Finale di partita per Massimo Castri non è solo un classico della drammaturgia, ma è la chiusura di una riflessione sull’impossibilità del tragico, cui è condannata la società contemporanea. Rappresenta la conclusione di un lungo discorso sull’infelicità, sul vuoto che attanaglia l’esistenza, discorso iniziato con Cechov e proseguito fino alla folgorante intuizione beckettiana racchiusa nella battuta “Non c’è niente di più comico dell’infelicità”.

Nella sua lunga carriera Massimo Castri non si era mai confrontato con il genio della drammaturgia irlandese Samuel Beckett. Lo fa qui, scegliendo il suo testo più ‘teatrale’, il cui titolo deriva da una mossa del gioco degli scacchi.

“Effettivamente - ha dichiarato Castri - questa è la prima volta che metto in scena Beckett. Rileggendo Finale di partita mi sono trovato a fare alcune considerazioni molto semplici: la scrittura di Beckett fa il paio con quella di Cecov nelle Tre Sorelle, lavoro che ho messo in scena un paio di anni fa, per la sua asciuttezza ed essenzialità. Un momento di scrittura che nasce nell’800 ma che penetra nel ‘900 e del secolo scorso riassume, secondo me, nella maniera più efficace, alcuni stimoli”.

Protagonisti in scena Hamm (Vittorio Franceschi), cieco e condannato a trascorrere i suoi giorni su una sedia a rotelle e Clov (Milutin Dapcevic), il suo servo. I due vivono un rapporto conflittuale, in cui si consumano continui litigi e vessazioni come anche una reciproca dipendenza. Clov vive nell’eterna tentazione di andarsene senza però compierne l’atto.

L’incalzante botta e risposta tra Hamm e il suo servitore è l’ordito più evidente della trama del testo, sembrando un infinito alternarsi di mossa e contromossa scacchistica. In scena, incombe la presenza degli anziani genitori di Hamm, Nagg e Nell (rispettivamente Antonio Giuseppe Peligra e Diana Hobel) entrambi privi degli arti inferiori costretti a trascorrere la loro esistenza nei bidoni della spazzatura in un ambiente borghese, disegnato con elegante sobrietà da Maurizio Balò.

Lo stesso Beckett, nel corso di alcune prove dello spettacolo allo Schiller Theatre di Berlino, disse: “Hamm è il re in questa partita a scacchi persa sin dall’inizio. Nel finale fa delle mosse senza senso che soltanto un cattivo giocatore farebbe. Un bravo giocatore avrebbe già rinunciato da tempo. Sta soltanto cercando di rinviare l’inevitabile fine”.

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di Redazione
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