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"Recondita armonia", "Vissi d'arte", "E lucevan le stelle"

Floria Tosca e Mario Cavaradossi: l'amore oltre la vita


Floria Tosca e Mario Cavaradossi: l'amore oltre la vita
21/07/2011, 09:07

Morire per amore talvolta sembra l’unica soluzione possibile per incontrare nell’aldilà l’amore perduto. In una celebre opera lirica di Giacomo Puccini, Tosca si uccide perché il suo amato viene sparato e per lei, che si era macchiata anche di un delitto, la vita non ha più senso.

Tosca è un’opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Il libretto deriva da La Tosca di Victorien Sardou e il dramma fu rappresentato per la prima volta il 24 novembre 1887 al Théatre de la Porte-Saint-Martin di Parigi, il cui successo fu legato soprattutto all’interpretazione di Sarah Bernhardt nel ruolo della protagonista.

Tosca è considerata l’opera più drammatica di Puccini, ricca di colpi di scena e di trovate che destano nello spettatore pathos e tensione emotiva. Le tre celebri romanze “Recondita armonia”, “Vissi d’arte”, “E lucevan le stelle” rallentano la concitazione della vicenda, portando l’opera verso il traguardo della lirica.

L’azione si svolge a Roma nel 1800, nell’atmosfera tesa che segue l’eco degli avvenimenti rivoluzioni in Francia, e la caduta della prima Repubblica Romana.

La cantante Floria Tosca è l’amante del cavaliere e pittore Mario Cavaradossi. Questi appoggia Cesare Angelotti, bonapartista ed ex console della Repubblica Romana che, fuggito dalla prigione di Castel Sant’Angelo, si rifugia nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, dove sua sorella, la marchesa Attavanti, gli ha fatto trovare un travestimento femminile che gli permetterà di passare inosservato. La donna è stata ritratta, a sua insaputa, in un quadro dipinto dal cavaliere Mario Cavaradossi. Nel frattempo sopraggiunge il barone Scarpia, capo della polizia papalina che, sulle tracce di Angelotti, sospetta fortemente di Mario, anch’egli bonapartista. Scarpia per incolpare e arrestare sia Cavaradossi che Angelotti, coinvolge Tosca. Suscita in lei la morbosa gelosia usando il ventaglio dimenticato nella cappella degli Attavanti. La donna, credendo in un furtivo incontro di Mario con la marchesa, giura di ritrovarli. Scarpia, che ha raggiunto il suo scopo, la fa seguire, e già pregusta la sua doppia rivalsa su Cavaradossi: ucciderlo e prendergli la sua donna.

Mario viene arrestato e condotto davanti a Scarpia, ma si rifiuta di rivelare il nascondiglio di Angelotti. Tosca viene convocata da Scarpia, il quale fa in modo che ella possa udire le urla di Mario, che viene torturato in una stanza accanto. Tosca stremata dalla grida dell’amato, rivela a Scarpia il nascondiglio dell’evaso. Mario, condotto alla presenza di Scarpia, apprende il tradimento di Tosca e si rifiuta di abbracciarla. Nel frattempo arriva la notizia che Napoleone ha sconfitto gli austriaci a Marengo e a questo annuncio Mario inneggia ad alta voce alla vittoria. Scarpia lo condanna immediatamente alla morte. Disperata, Tosca chiede a Scarpia di concedere la grazia a Mario. Ma il barone acconsente solo a patto che Tosca gli si conceda. Inorridita, la cantante implora il capo della polizia e si rivolge in accorato rimprovero a Dio “Vissi d’arte, vissi d’amore”. Scarpia è irremovibile e Tosca è costretta a cedere. Scarpia convoca l’agente di polizia Spoletta e, con un gesto d’intesa, fa credere a Tosca che la fucilazione sarà simulata e i fucili caricati a salve. Dopo aver scritto il salvacondotto che permetterà agli amanti di raggiungere Civitavechia, Scarpia si avvicina a Tosca per riscuotere quanto pattuito, ma questa lo accoltella con un coltello trovato sul tavolo. Prende il salvacondotto dalle mani del cadavere e, prima di uscire, pone religiosamente due candelabri accanto al corpo di Scarpia, un crocifisso sul suo petto, e finalmente esce.

E’ l’alba. Sui bastioni di Castel Sant’Angelo, Mario è ormai pronto a morire e inizia a scrivere un’ultima lettera d’amore a Tosca. La donna arriva inaspettatamente e spiega a Mario che è stata costretta ad uccidere Scarpia. Gli mostra il salvacondotto e lo informa della fucilazione simulata. Mario, però, viene ucciso sul serio e Tosca, sconvolta e inseguita dagli sbirri che hanno trovato il cadavere di Scarpia, grida “O Scarpia, avanti a Dio!” e si getta dagli spalti del castello.

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di Rossella Saluzzo
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