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"FOLKPOLITIK", il nuovo disco di Stefano Saletti & Piccola Banda Ikona


'FOLKPOLITIK', il nuovo disco di Stefano Saletti & Piccola Banda Ikona
12/07/2012, 11:07

“FOLKPOLITIK” - Con Stefano Saletti e la Piccola Banda Ikona i canti del Mediterraneo: dalla Primavera araba agli autori perseguitati dai regimi di Spagna, Portogallo e Grecia

“Quando dalle piazze di Tunisi, del Cairo, di Damasco sono arrivate le immagini e i suoni della Primavera araba la mente è corsa agli anni ’70, quando l’Europa venne attraversata da un vento di libertà che spazzò via i regimi autoritari di Spagna, Grecia e Portogallo. Quelle piazze sono le stesse: gli stessi volti, le speranze, i colori, i suoni, i canti. Una lotta per la libertà che oggi unisce idealmente le due sponde del Mediterraneo e dimostra ancora una volta la forza della musica popolare come voce del popolo. Nella gioia e nelle sconfitte”.



Questo scrive Stefano Saletti per descrivere il suo nuovo lavoro discografico con la Piccola Banda Ikona intitolato “Folkpolitik” (pubblicato da Finisterre e distribuito da Felmay), nel quale, accanto a composizioni originali, vengono riarrangiati brani di autori del Mediterraneo che hanno raccontato in musica la lotta contro il potere, subendo persecuzioni, arresti, violenze.

Un viaggio nella memoria per riscoprire le tante musiche che hanno raccontato le sofferenze e le passioni dei popoli mediterranei. Dalla cacciata degli ebrei sefarditi dalla Spagna, alla diaspora palestinese, dall’inno sardo figlio della rivoluzione francese contro lo strapotere dei baroni, fino ad arrivare a quegli autori che avevano scritto musiche e ballate spesso dolcissime ed erano stati oggetto di persecuzioni, arresti, violenze da parte del potere politico.



Polistrumentista, profondo conoscitore delle musiche del Mediterraneo e direttore di ensemble musicali internazionali, Stefano Saletti è il fondatore della Piccola Banda Ikona, formazione che al suo interno ha prestigiosi musicisti come le cantanti Barbara Eramo e Ramya, il fiatista Gabriele Coen, il violinista Carlo Cossu, il bassista Mario Rivera e il batterista Leo Cesari.

Ad arricchire il suono del gruppo anche ospiti d’eccezione come Ambrogio Sparagna, il violinista Jamal Ouassini, i cantanti Raffaello Simeoni (già nei Novalia con Saletti) e Hakeem Jaleela, Desiré Infascelli alla fisarmonica e Rossella Zampiron al violoncello.



NOTE BIOGRAFICHE: La Piccola Banda Ikona nelle sue composizioni originali canta in Sabir, l’antica lingua franca che marinai, pirati, pescatori, commercianti, armatori, parlavano nei porti del Mediterraneo: da Genova a Tangeri, da Salonicco a Istanbul, da Marsiglia ad Algeri, da Valencia a Palermo. Una sorta di esperanto marinaro, formatosi poco a poco con termini presi dallo spagnolo, dall’italiano, dal francese, dall’arabo.

Il precedente Cd “Marea cu sarea” è entrato ai vertici della classifica di Folk Roots, l’autorevole rivista inglese di world music e nella classifica dei migliori dischi del 2008 stilata dalla World Music Charts Europe, la classifica ufficiale della World music europea e nel 2009 ha ricevuto il prestigioso "Coups de coeur du jury" al Babel Med di Marsiglia.

Il loro brano Tagama (contenuto nel primo disco della formazione STARI MOST) è stato incluso in Buddha Bar vol.VIII e in Buddha Bar Ten Years che racchiude il meglio della produzione della famosa compilation dell'etichetta francese GeorgeV, oltre che nel Cd di Folk Roots (agosto/settembre 2006).

Numerose le collaborazioni di Saletti e della Piccola Banda Ikona con autori e registi teatrali in tournée nazionali e internazionali.

Nell'estate 2007 ha avuto un grande successo nell'esecuzione dal vivo delle musiche originali composte da Stefano Saletti per "l'Iliade l'aspra contesa", andato in scena al Fori di Traiano a Roma e a Segesta per la regia di Piero Maccarinelli, con Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia e la partecipazione di Umberto Orsini, Maurizio Donadoni, Luciano Virgilio, Massimo Foschi, Luca Lazzareschi.

Nell'estate 2005 la formazione ha effettuato una tournèe con Giancarlo Giannini con uno spettacolo che univa musica e poesia, chiamato "Il dolce canto degli dei", rappresentato al Festival di Taormina e in altri prestigiosi teatri posti nelle aree archeologiche più importanti d’ Italia

In questi anni ha effettuato tour in diversi paesi europei e del Mediterraneo: Spagna, Portogallo, Francia, Bosnia, Grecia, Croazia, Svizzera e, naturalmente, in Italia. 


Si tratta di musicisti e cantanti con così tanto talento, passione e capacità evocativa... è pura magia". Ian Anderson - Folk Roots

"Una fusione particolarmente riuscita... con le belle voci che si alzano e flettono nel canto". Stefano Crippa - Alias Il Manifesto

"Un progetto davvero affascinante che ha il respiro delle migliori produzioni internazionali". Paolo De Bernardin

NOTE AL DISCO “FOLKPOLITIK”


Produced and arranged by Stefano Saletti
Executive producers: Erasmo Treglia and Pietro Carfì - www.finisterre.it

Distributed by Felmay - http://www.felmay.it
Recorded at Four Winds Studio (Rome)
Mixed by Bertrand Morane
Mastered by Fabrizio De Carolis, Reference Studio (Rome)
Artwork: Michel Collet
Cover: image by "20 years before..." (detail) ©2009 courtesy Claudio Martinez
Inside photos: Michel Collet

LINE UP
Stefano Saletti: bouzouki, oud, guitar, back vocals, piano, darbouka, riq, tar, bodhran, cajon, drums kit, programming, electronics
Barbara Eramo: vocals
Ramya: vocals
Gabriele Coen: clarinet, bass clarinet, sax, flute
Carlo Cossu: violin
Mario Rivera: acoustic bass, bodhran
Leo Cesari: drums
with: Desirè Infascelli: accordion
Rossella Zampiron: cello

Guests:
Ambrogio Sparagna: organetto (3,11)
Jamal Ouassini: violin (1, 8, 13)
Hakeem Jaleela: vocals (5, 13)
Raffaello Simeoni: vocals (11)
Walid Hussein: darbouka (1, 9)
Felice Severa: piano (5)



TRACK LIST:

1 - PIAZZA TAHRIR - 7.34 (S.Saletti) - Mediterrano - Feat: Jamal Ouassini -
Il tema iniziale dell'oud è tratto da "Enta Omri" di Oum Kalthoum. Ho immaginato la grande cantante egiziana in mezzo alla folla di Piazza Tahrir durante la Primavera araba e noi a suonare con loro. Le voci sono tratte da "Tahrir - liberation square" film documento di Stefano Savona.

2 - HIJA MIA MI QUERIDA - 4.09 (tradizionale/S.Saletti) – Mediterraneo -
Nel 1492 la cattolicissima Spagna cacciò gli stranieri dal proprio territorio. Cominciò la diaspora degli ebrei sefarditi. Una violenza per milioni di persone: ebrei e arabi uniti dallo stesso destino. Una delle tante ferite tra Oriente e Occidente.

3 - PROCURADE 'E MODERARE - 4:20 (tradizionale/S.Saletti) Sardegna - Feat: Ambrogio Sparagna -
Sull'eco della rivoluzione francese, tra il 1794 e 1796 nasce questo brano diventato un vero inno del popolo sardo. Dice ai baroni, espressione di ogni potere, di moderare la loro prepotenza o il popolo si ribellerà.

4 - L'ESTACA - 3:56 (Ll.Llach) – Catalogna -
Questa canzone di Luis Llach è diventata uno dei simboli della resistenza al franchismo. La dittatura viene vista come un palo a cui tutti siamo incatenati ma che, se tiriamo forte, riusciremo a far cadere. Ne esistono traduzioni in francese e anche in siciliano. Da cantare ovunque ci sia un palo da buttare giù.

5 - WEIN A RAMALLAH - 4:01 (tradizionale) - Palestina - feat: Hakeem Jaleela -
Chiedete a un palestinese che vive a Roma o a Londra di cantare un brano che racconti l'amore per la propria terra e lui intonerà Wein a Ramallah. Il titolo si traduce come "Stiamo andando a Ramallah" ed è diventato il brano simbolo della diaspora palestinese in tutto il mondo.

6 - CANTIGAS DO MAIO - 5:12 (J.Afonso) - Portogallo
Josè "Zeca" Afonso è stata la voce della libertà in Portogallo. La trasmissione alla radio della sua "Grândola vila morena" (fino ad allora proibita) alla mezzanotte del 25 aprile 1974 fu il segnale d'inizio della Revolução dos cravos, la Rivoluzione dei garofani, così chiamata dai fiori che una venditrice ambulante si mise a offrire ai militari la mattina della sollevazione. Fu la fine della dittatura portoghese che durava da quasi cinquant'anni.

7 - EL EJERCITO DEL EBRO - 4:25 (tradizionale/S.Saletti) - Spagna
Conosciuta anche come "Aj carmela" e "Viva la Quince Brigada" è una canzone simbolo delle forze repubblicane del Fronte Popolare che nella guerra civile spagnola del 1936 si contrapposero ai nazionalisti guidati dal futuro dittatore Francisco Franco. La melodia è tratta da una canzone popolare di origine anonima che venne cantata con un testo differente dalle diverse fazioni repubblicane.

8 - NINNA NANNA DI LA GUERRA - 4:13 (tradizionale/G. Ganduscio, R.Balistreri, O.Profazio) - Sicilia - feat Jamal Ouassini
Rosa Balistreri riscoprì questa ninna nanna e ne curò la rielaborazione insieme a Otello Profazio. E' il canto disperato di una madre che culla suo figlio dopo che ha perso il padre in battaglia: "Siamo rimasti soli, soli a soffrire". Un canto universale.

9 - EDHO POLITECHNEION - 5:21 (M. Tsagarakis) - Creta.
Quando le truppe del regime greco il 17 novembre 1973 entrarono al Politecnico occupato di Atene fu una strage. Oltre 40 ragazzi vennero uccisi negli scontri. Il suonatore di lira e cantante cretese Mihalis Tsagarakis scrisse un brano che ricorda la violenza di quegli avvenimenti.

10 - UN BLASFEMO - 4:38 (F.De Andrè) Italia - feat: Raffaello Simeoni, Ambrogio Sparagna
Uno dei capolavori di Fabrizio De Andrè, una grande canzone contro il potere della religione sugli uomini: "E non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato, ci costringe a sognare in un giardino incantato". Quanta violenza - e illusioni - nel nome di Dio.

11 - LA CANSUN DEL DESPERA' – 3:50 (I.Della Mea) - Italia
Nello scontro tra vincitori e vinti sono i primi a scrivere la storia. Ma restano i poeti come Ivan della Mea a raccontare la vita di tutti i disperati, gli sconfitti, i poveri che "di stare al mondo non sono capaci…".

12 - MIA THALASSA MIKRI - 4:16 (D. Savvopoulos) - Grecia
Dionisis Savvopoulos è definito il poeta che canta. Le sue canzoni parlano d'amore, di mare e di passioni. Venne incarcerato nel 1967 per le sue convinzioni politiche dalla giunta militare greca guidata dal dittatore George Papadopoulos. Al potere dava fastidio anche chi scriveva cose dolcissime come questa.

13 - DEMOCRATIA - 5:29 (S.Saletti) - Mediterraneo - feat: Jamal Ouassini, Hakeem Jaleela
"A democracia em que vivemos è uma democracia sequestrada, condicionada, amputada...". Josè Saramago parla della falsa democrazia che viviamo, del potere economico e politico che condiziona le persone. Spesso senza neanche bisogno di violenza.

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di Redazione
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