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Parla il popolare attore alle prese con il mito Eduardo

Francesco Paolantoni protagonista di Ditegli sempre di si


Francesco Paolantoni protagonista di Ditegli sempre di si
09/09/2009, 19:09

Sin da ragazzino ho sempre sognato di fare l’attore e nel mio immaginario, come punto di riferimento, c’è stato costantemente il grande Eduardo De Filippo proprio con la sua commedia Uomo e Galantuomo". Queste le parole di Francesco Paolantoni, il popolare attore che, dopo avere felicemente attraversato con i suoi personaggi, la televisione, il cinema, la radio ed il teatro, riconferma il suo amore per la grande drammaturgia apprestandosi ad incontrare, per la prossima stagione teatrale, il geniale commediografo del Novecento con il celebre testo rappresentato per la prima volta nel 1933 al Teatro Sannazaro. "Ho sempre adorato le commedie di Eduardo- ha detto ancora Paolantoni - ma in particolare, devo dire, quando da giovanissimo immaginavo di calcare le tavole del palcoscenico, lo facevo proprio con questo lavoro in particolare che, a mio avviso, coincide con un punto fondamentale dell’evoluzione della visione storica ed artistica di Eduardo. Il grande maestro, aveva a disposizione per le sue commedie un mondo diverso dal nostro e la sua straordinarietà sta nel fatto che è sempre riuscito a descriverlo alla perfezione sia dal punto di visto sociale che umano. Oggi che Luca De Filippo, preferendomi a tanti altri colleghi, mi ha concesso la possibilità di interpretare il ruolo che fu del padre, posso definirmi davvero lusingato e felice. Portare in scena Uomo e Galantuomo, infatti, mi riempie di gioia. Si tratta senz’altro di un momento di completamento fondamentale per la mia crescita artistica". Un lavoro, quello che le permetterà di portare in scena il suo mito Eduardo, che confermerà anche due sodalizi artistici? "Si. Avvicinandomi nuovamente ai classici e ripetendo con piacere, anche per questa nuova produzione della Komiko, la bella esperienza teatrale avuta con il regista Armando Pugliese e l’attore Nando Paone, in occasione delle rappresentazioni della scarpettiana Miseria e Nobiltà, spero che, anche il lavoro di Eduardo, mi potrà consentire di riconfermare la fiducia ottenuta dal pubblico" Spesso si è parlato di buio post Eduardo e dell’assenza di nuovi autori all’altezza del compito, lei, al proposito, cosa pensa? "Diciamo che Eduardo è stato davvero enorme ed eguagliarlo è sicuramente difficile. Tuttavia, pur rimanendo lui a venticinque anni dalla scomparsa, il più grande riferimento del nostro teatro, attualmente vi sono degli autori che propongono dei testi decisamente interessanti come Vincenzo Salemme. Pur constatando che le commedie di oggi sono diverse da quelle di ieri per effetto del cambiamento storico e sociale, c’è da dire che, dopo Eduardo e dopo il compianto Annibale Ruccello, esiste comunque un buon vivaio di giovani che si sta muovendo e per i quali occorre avere il coraggio di proporli. Solo così, parlando del teatro napoletano, ci si potrà serenamente staccare dal solito Scarpetta, proponendolo non più come valido ripiego ma semplicemente come alternativa classica a tutti quei talenti emergenti che, prima o poi, sono certo, è solo questione di tempo, partoriranno un nuovo capolavoro".

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di Giuseppe Giorgio
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