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Franco Maccari a Catanzaro alla presentazione del libro di Mughini sugli anni di piombo


Franco Maccari a Catanzaro alla presentazione del libro di Mughini sugli anni di piombo
23/09/2009, 10:09


“Uno squarcio crudo e diretto – come nel suo stile - sugli anni di piombo e la visione realista dei fatti rivissuti dopo la fermentazione del Tempo e verso il giudizio della Storia.” Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, commenta a caldo l’ultima opera di Giampiero Mughini “ Gli anni della peggio gioventù. L’omicidio Calabresi e la tragedia di una generazione” che sarà presentato dall’Autore il 26 settembre a Catanzaro, alle ore 18.00 in Piazza Grimaldi. La consolidata “Notte Piccante”, manifestazione che è il fiore all’occhiello dell’intrattenimento pubblico per Catanzaro, la sua provincia e per la Regione tutta, si arricchisce quindi, con questa iniziativa organizzata dal Coisp in collaborazione con l’Associazione socio culturale “Nuova Era”, sotto il profilo culturale, di un momento unico, di particolare spessore sotto il profilo storico, profondamente incisivo nell’opera di rivisitazione del quadro politico stridente di quegli anni.
Maccari, presente all’iniziativa, che sarà introdotta da Roberto Rizza, presidente dell’Associazione “Nuova Era”, e moderata dalla giornalista Antonella Grippo, con l’Autore e lo storico calabrese Ulderico Nisticò, farà tesoro della lettura dell’Opera per cogliere il senso testamentario della violenza politica quegli anni, così realisticamente resi da Mughini, e diffonderlo in nome di coloro i quali hanno pagato con il sangue la follia collettiva degli estremismi politici. “Nel ricordo di quegli anni, non riusciremo mai a tributare il giusto onore a chi, come il Commissario Calabresi, ha dato la propria vita per noi. – Dice il Segretario Generale del Coisp - L’ha donata per la nostra civiltà, per noi poliziotti del 2000 che guardandolo indietro, scorgiamo in Calabresi l’uomo solo, ogni giorno in guerra contro i nemici dichiarati di Lotta Continua, ogni giorno in guerra contro le contraddizioni di un’Istituzione, la sua e la nostra Polizia, in cambiamento, in crescita, in sviluppo, fortemente dilaniata fra pregiudizi e coraggiose aperture. Ma ciò che rimane impresso in chi affronta lo scenario di anni bui ed al tempo stesso fecondi, è il messaggio cristiano che Calabresi lancia alle generazioni future, a chi si troverà a vestire una divisa, a interpretare in piccolo o in grande il senso dello Stato e a testimoniare valori eterni.”.
“Questo marine dalla finestra facile dovrà rispondere di tutto. Gli siamo alle costole, ormai, ed è inutile che si dibatta come un bufalo inferocito”. Questo si leggeva su Lotta Continua nel giugno del 1970. Questi erano i toni e le avvisaglie di morte. Parole pubbliche, urlate, pallottole quotidiane. La sua risposta è stata una vita messa in croce, una morte atroce ed il martirio. Cogliere questo testamento, significa farsi partecipe di una Vita vera, vissuta nella tempesta ma vissuta onestamente, eroicamente, cristianamente. “Da due anni vivo sotto questa tempesta. Se non fossi cristiano, se non credessi in Dio non so come potrei resistere. Ma che Paese è mai diventato questo?” – Luigi Calabresi, marzo 1972.
A noi raccogliere il suo invito ad intraprendere una vita piena di senso, un testimone da raccogliere lasciato sull’asfalto milanese il 17 maggio del 1972.

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di Redazione
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