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Da mercoledì 16 dicembre 2009, Teatro Elicantropo di Napoli

Fugs generation di Antonio Marfella


Fugs generation di Antonio Marfella
13/12/2009, 14:12

Dalla radio al teatro, è il passaggio che segna il debutto in prima assoluta, mercoledì 16 dicembre 2009 alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 20) al Teatro Elicantropo di Napoli, di Fugs generation, 'un assalto totale alla Cultura', racconto rock di Antonio Marfella, con le scene, i costumi e la ricerca iconografica di Roberto Crea e il suono di Paolo Vitale.
Presentato da Vesuvioteatro, Fugs generation è un singolare allestimento che rievoca i quattro anni di vita della banda rock più sconosciuta nella storia della civiltà occidentale, The Fugs, il primo gruppo politicizzato della storia del rock (e forse tuttora il più grande), e, in tal senso, antesignano del punk-rock.
Fu il grande Bob Dylan ad asserire, fra le strade del Greenwich Village, che stavano facendo la storia del rock, mentre Frank Zappa, estasiato dalle loro esibizioni, dal sarcasmo delle loro canzoni e il piglio anticonformista con cui erano suonate, li chiamava Maestri Ispiratori.
Considerati la più graffiante e incisiva formazione di musica e satira politica di tutta la scena rock, i Fugs furono “creati” da Ed Sanders e Tuli Kupferberg, militanti radicali e agitatori della controcultura americana più che veri e propri musicisti.
Nato da un programma radiofonico realizzato per il ciclo Storyville di RadioTre, la messa in scena di Fugs generation è una sorta di concept album teatrale, che ha preso forma in cantine, cabaret e club musicali.
Immerso in un polveroso bric-à-brac di vecchie pubblicazioni, dischi di vinile, libri ingialliti, poster e immagini, il narratore, fra microfoni, mixer e amplificatori, si arrampica, come un oscuro dee-jay, sulle note instabili e impervie dei Fugs per evocarne le gesta, come se gl’importasse qualcosa, come se a qualcuno debba interessare.
Era il tempo in cui i ragazzi erano, per alcuni, una minaccia, per altri una promessa. Era poco prima che diventassero un mercato.
Anche poliziotti e federali furono accaniti seguaci di questi guerriglieri del rock, impegnandosi con costanza a ostacolarne l’attività con divieti, sabotaggi, devastazione
dei locali dove s’esibivano, arresti.
Un’abnegazione che lascia attoniti: o Polizia e FBI erano una manica di perditempo, o gli straccioni debosciati come i Fugs rappresentavano una minaccia insidiosa all’American Way Of Life. A scandire il tempo della loro musica indefinibile, incollocabile, inascoltabile, gli spari assassini su Malcom X, Martin Luther King, Bob Kennedy e lo shock della Sporca Guerra del Vietnam.

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di Redazione
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