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È la denuncia di uno scrittore nipponico: Haruki Murakami

Fukushima? “Errore nato dalle nostre mani”

“Il Giappone avrebbe dovuto continuare a dire no all’atomo”

Fukushima? “Errore nato dalle nostre mani”
10/06/2011, 12:06

C’è uno scrittore nipponico che critica pesantemente la scelta atomica fatta dal suo Paese. Si tratta di Haruki Murakami, che non ha usato mezzi termini nel definire l’incidente di Fukusgima “un errore commesso con le nostre mani”, oltre che “il secondo grande danno nucleare”. Accusa forte, quella di Murakami, che nel corso della sua premiazione del Premio Internazionale Catalogna 2011 , ieri a Barcellona, ha spiegato che il Giappone, unica nazione al mondo ad aver subito le devastazioni dell’olocausto atomico, avrebbe dovuto “continuare a dire no” all’energia nucleare, “avendo imparato attraverso il sacrificio degli irradiati della bomba (“hibakusha”) quanto siano profonde le cicatrici lasciate dalle radiazioni sul mondo e sul benessere dell’uomo”. Secondo Murakami l’incidente alla centrale di Fukushima è “il secondo grave danno nucleare che il popolo nipponico ha dovuto subire. Tuttavia questa volta non è stata lanciata una bomba su di noi, ma si è trattato di un errore nato dalle nostre stesse mani”. Lo scrittore ha inoltre criticato il cosiddetto mito della sicurezza atomica, che a suo avviso ha condotto a “marginalizzare i dubbiosi come sognatori fuori dalla realtà, mentre il governo e i gestori elettrici del Giappone continuavano a dare priorità a efficienza e convenienza”, facendo di una nazione ad alto rischio sismico la terza potenza mondiale per l’energia atomica.
Intanto domani il primo ministro giaponese, Naoto Kan, tornerà, a tre mesi dal devastante tsunami, nella zona della catastrofe nucleare di Fukushima. Lo ha annunciato a Tokyo il portavoce del governo Yukio Edano, mentre opposizione ed esponenti politici del partito del premier accusano Kan di cattiva gestione della crisi e ne chiedono le dimissioni entro questo mese. In carica da un anno, Kan ha lasciato intravvedere una possibile rinuncia, ma oggi è tornato a ribadire che non sarà a breve. Intanto, per domani sono in programma diverse manifestazioni di protesta contro il nucleare in varie città del paese.

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di Antonio Formisano
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