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Fulvio Cauteruccio mette in scena "Nuda" (da I diari di Marilyn Monroe)


Fulvio Cauteruccio mette in scena 'Nuda' (da I diari di Marilyn Monroe)
28/03/2011, 09:03

Giovedì 31 marzo 2011, Il Pozzo e il Pendolo Teatro di Napoli Rosalba Di Girolamo in Nuda regia di Fulvio Cauteruccio. Un viaggio nell’universo fragile, inquietante e affascinante di un'icona  degli anni sessanta, la cui scomparsa è, ancora oggi, un mistero fitto d’ombre. Una donna, un’attrice, un personaggio da raccontare, una telecamera che registra e testimonia. Sono gli elementi essenziali di cui si è avvalso il regista Fulvio Cauteruccio per dar vita a Nuda, spettacolo liberamente tratto da I diari di Marilyn Monroe, scritto e interpretato da Rosalba Di Girolamo, che debutterà giovedì 31 marzo 2011 alle ore 21.00 (repliche, dal giovedì alla domenica, fino al 17 aprile) al Pozzo e il Pendolo Teatro di Napoli. Nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1962, muore, in circostanze ancora oscure, Marilyn Monroe, icona della bellezza e amante dell’allora presidente degli Stati Uniti d’America. Oggi muoiono continuamente, e in circostanze varie, le identità di centinaia di donne, non sempre altrettanto note ma, spesso, altrettanto sedotte dal potere. Un filo rosso lega queste storie: la fragilità del corpo della donna, quando è consegnato al potere, e un filo nero le tesse, la morte dell’identità della donna. A quasi cinquant’anni dalla scomparsa di Marilyn Monroe, emergono i suoi diari personali. L’allestimento di Cauteruccio è un omaggio all’icona della bellezza, attraverso la costruzione di un personaggio che ne esalti l’anima piuttosto che la forma esteriore. Un ritratto di Marilyn contemporaneo, dunque, una donna qualsiasi, che consegna la costruzione della propria identità in mani non sue.  In scena due telecamere e, in fondo, una donna, sola, poco vestita, immobile, sommersa da voci e ricordi, si prepara per registrare un documento. Le telecamere iniziano a registrare, è il 4 agosto. Lei si offre e si nasconde all’occhio della telecamera, vuole e deve raccontare, ma vuole anche silenzio, si mostra e scappa. In questo gioco affiorano i suoi ricordi e i suoi più intimi pensieri.  Non tutto può essere detto, non tutto deve essere detto. Pian piano le voci di dentro diventano sempre più presenti. L’occhio della telecamera lascia spazio alle voci dei “mostri”, suoi più fedeli compagni. Il suo Psicologo e il suo Regista dirigono persino i suoi respiri, la figura di un “Lui” si delinea sempre più. Lei riprova a raccontare, cede, riprova, balla, riprova, il suo corpo cambia, comincia a frantumarsi. prova a ricostruirlo, balla. Balla, nuda, per Lui, che stasera arriverà. Poi, altre voci appaiono, dottori, forse un ospedale, voci strane, comportamenti strani. I suoi ricordi, le voci di dentro e le voci di mostri diventano sempre più pressanti, mentre il tempo comincia a stringere. Un intenso e appassionato allestimento che vuole essere una riflessione sul corpo della donna, quando è consegnato nelle mani del potere. Un documento per dare voce a quante non saranno, come Marilyn, consegnate all’immortalità.

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di Redazione
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