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“Futuri”, prima rivista italiana dedicata ai futures studies


“Futuri”, prima rivista italiana dedicata ai futures studies
21/02/2014, 19:38

Una rivista completamente dedicata allo studio scientifico del futuro, sulla scia dei futures studies, disciplina radicata negli Stati Uniti e in diversi paesi europei  da decenni. È Futuri, di cui è appena uscito il primo numero. Pubblicata dall’Italian Institute for the Future, think-tank con sede a Napoli, Futuri è una rivista scientifica trimestrale con un taglio divulgativo, pensata per essere luogo di riflessione, analisi e dibattito sugli scenari di lungo termine. «Futuri si propone di colmare un vuoto nel panorama editoriale italiano. Negli Stati Uniti esiste The Futurist, l’influente rivista della World Future Society; in Francia il Futuribles Journal: riviste dedicate non alla futurologia, ma ai futures studies, una disciplina trasversale che incrocia sociologia, politologia, economia, studi sulla scienza e la tecnologia per immaginare gli scenari futuri.  Un’esigenza improrogabile in un mondo che sembra aver perso la visione di lungo periodo e soffrire di un presentismo sempre più a breve termine», spiega Roberto Paura, direttore della rivista e co-fondatore dell’Italian Institute for the Future. Il primo numero di Futuri presenta come cover story il tema “Italia 2050”, che è il titolo del convegno nazionale che l’IIF ha tenuto alla Città della Scienza di Napoli nel novembre 2013, e anche il nome di uno degli osservatori di ricerca dell’Istituto. Studiosi come Paolo Magri (ISPI, Trilateral Commission), Vittorio Cogliati Dezza (Legambiente), Domenico Villacci (Centro euromediterraneo cambiamenti climatici), Paolo Ricci (Università del Sannio), Gennaro Russo (Space Renaissance Italia), Andrea Poggio (Fondazione Legambiente Innovazione), Mario Raffa (Università di Napoli) si interrogano su come sarà l’Italia del 2050. Le rubriche “Osservatori” presentano spunti di ricerca provenienti dalle analisi condotte dagli osservatori permanenti dell’IIF (su crisi economiche, sviluppo sostenibile, scienza e tecnologia, sviluppo economico, demografia, innovazione) da parte dei membri dell’Istituto. Tra i temi del primo numero c’è anche il fenomeno del land grabbing (Stefano Liberti), il futuro dell’Europa (Manuela Rippo), la crionica e il longevismo (Bruno Lenzi), la cultura postmoderna (Adolfo Fattori). Nella sezione “Strategie” si dà spazio agli imprenditori che vogliono dimostrare come l’innovazione può rilanciare il made in Italy, partendo da Napoli con Alessandro Condurro della storica pizzeria Da Michele. E infine, spazio anche alle visioni fantascientifiche con un racconto di Giovanni De Matteo, firma di primo piano della fantascienza italiana, vincitore del Premio Urania.

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di Redazione
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