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L'anarchico venuto dall'America

Gaetano Bresci e l'assassinio del re Umberto I di Savoia


Gaetano Bresci e l'assassinio del re Umberto I di Savoia
27/07/2010, 09:07

Gaetano Bresci (Prato, 10 novembre 1869Isola di Santo Stefano, 22 maggio 1901) è stato un anarchico, autore dell'uccisione del re Umberto I.
La sera di domenica 29 luglio 1900, a Monza, Bresci uccise il re d'Italia Umberto I di Savoia, sparandogli contro tre o quattro (le fonti storiche non concordano) colpi di pistola. Tutti gli amici più stretti e i parenti di Bresci vennero arrestati nel tentativo di dimostrare che Bresci non aveva agito individualmente, ma aveva preso parte a un vastissimo complotto anarchico internazionale. Anche la polizia di Paterson fu mobilitata per dimostrare l'esistenza di tale complotto, ma non trovò nessuna prova.
Emigrato tempo prima a Paterson (New Jersey, USA), l'anarchico era rientrato appositamente in Italia con il preciso intento di uccidere Umberto I. Intendeva così vendicare la strage avvenuta a Milano nel 1898, quando l'esercito guidato dal generale Bava-Beccaris sparò su una folla di manifestanti. 
La situazione economica era molto grave. A Milano, a seguito dell'aumento del costo della farina e del pane, il cui costo cresceva da anni, il popolo affamato insorse e assaltò i forni del pane. L'insurrezione milanese, passata alla storia come la "protesta dello stomaco", durò vari giorni e fu repressa nel sangue da reparti dell'esercito al comando del generale Fiorenzo Bava-Beccaris che, per questa azione di ordine pubblico fu insignito con la Croce di grand'ufficiale dell'ordine militare di Savoia. Tra le vittime furono uccisi i miserabili in fila per ricevere la minestra dei frati, sui quali si sparò a mitraglia.
Gaetano Bresci intese vendicare l'eccidio e rendere giustizia, per questo motivo uccise il re Umberto I di Savoia in quanto responsabile in capo di questi tragici avvenimenti.
Bresci fu processato per regicidio e condannato a morte, con pena poi commutata in lavori forzati a vita da re Vittorio Emanuele III (fu l’ultimo caso che si ricordi in cui un re d’Italia communtò una pena). Fu edificata per lui una speciale cella di tre metri per tre, priva di suppellettili, nel penitenziario di Santo Stefano, presso Ventotene nelle Isole Ponziane.
Il 22 maggio 1901, l'ufficio matricola della Regia Casa di Pena di Santo Stefano registra la morte del detenuto Bresci Gaetano fu Gaspero, condannato all'ergastolo per l'uccisione a Monza del re d'Italia. Il cadavere penzolare dall'inferriata, alla quale il recluso si era appeso per il collo mediante l'asciugamano in dotazione o secondo altri un lenzuolo.
Tuttavia le circostanze della sua morte hanno sempre destato perplessità. Secondo voci fatte circolare da cella a cella e presto uscite dal penitenziario, tre guardie avrebbero fatto irruzione nella cella, avrebbero immobilizzato Bresci buttandogli addosso una coperta e poi lo avrebbero massacrato a pugni. Un modo che serve a dare una lezione ai riottosi, qualche volta questa lezione è mortale. Un delitto di Stato sarebbe stato dunque la pena per un delitto contro lo Stato. Così come incertezza vi è anche sul luogo della sua sepoltura. Secondo alcune fonti, fu seppellito assieme ai suoi effetti personali nel cimitero di Santo Stefano; secondo altre, il suo corpo venne gettato in mare. Le sole cose rimaste di lui sono il suo cappello da ergastolano (andato distrutto durante una rivolta di carcerati nel dopoguerra) e la rivoltella con cui compì il regicidio.
Molti sono quindi i misteri che circondano ancora la figura dell'anarchico venuto dall'America, come la fantasia popolare lo aveva ribattezzato. Riguardano prevalentemente dei documenti spariti misteriosamente. Non è infatti mai stata trovata la pagina 515 che descriveva il suo status di ergastolano e le circostanze della sua morte; nessuna informazione su di lui è disponibile all'Archivio di Stato di Roma.Non è mai stato ritrovato - come testimonia una approfondita biografia di Arrigo Petacco - il dossier che Giovanni Giolitti scrisse sulla vicenda Bresci.

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di Rossella Saluzzo
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