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La più grande avventura di UFO Robot

Generazione Goldrake


Generazione Goldrake
04/08/2010, 10:08

Per chi ama gli UFO (Unidentified Flying Object, ovvero oggetto volante non identificato, ndr), i cartoon e tutto ciò che proviene dal mondo dello spazio, trova in Goldrake, ancora oggi, un perfetto alleato alla sua fantasia. Nell’anime televisivo (anime è l’abbreviazione di animeshōn, traslitterazione giapponese della parola inglese animation, “animazione”), UFO Robot Goldrake, che fa parte della trilogia Mazinga Z e Grande Mazinga, ci sono tutti gli ingredienti fantastici di una narrazione originale e ricca di colpi di scena. I bambini di allora, di 32 anni fa, si identificavano nel valoroso e coraggioso Actarus, un extra-terrestre dal cuore tenero, al comando di Goldrake.  
Prodotto dalla Toei Animation, Goldrake fu trasmesso per la prima volta in Giappone il 5 ottobre 1975 e la programmazione durò fino al 27 febbraio 1977. Il cartoon  era basato su un soggetto di Gō Nagai, già autore dell'omonimo manga (è un termine giapponese che indica in Giappone i fumetti in generale, mentre nel resto del mondo viene usato per indicare “storie a fumetti giapponesi”), nel 1973 e disegnato da Gosaku Ota, con le musiche di Shunsuke Kikuchi,  il character design e le animazioni di Kazuo Komatsubara, sostituito da Shingo Araki a partire dall'episodio n. 49.
Il nome Goldrake è un evidente inglesismo. In inglese, infatti, esso può leggersi come una crasi dei due vocaboli golden (dorato) e drake (voce arcaica per 'drago'), che ben si addice ad un'opera proveniente dall'Estremo Oriente. D'altro canto, molti sostengono che si tratterebbe della fusione dei nomi Goldfinger e Mandrake.
Per chi in quegli anni era un bambino o un ragazzo ricorderà un programma televisivo intitolato “Buonasera con … Superman – Atlas Ufo Robot”, realizzato da Lucio Fasano e trasmesso, per la prima volta, alle 18.45 di martedì 4 aprile 1978 sull’allora Rete 2 – oggi Raidue. Quella data segna la più sorprendente delle novità che riguarda il genere cartoon. A spiegare al pubblico le caratteristiche della serie e della fantascienza giapponese era l’annunciatrice RAI Maria Giovanna Elmi. È stata la prima e, probabilmente, la più famosa serie mecha giapponese (o meka, abbreviazione della traslitterazione katakana proveniente dalla parola latina meccanica e a sua volta dal greco avente come significato di mezzo, strumento, in italiano si traduce con meccanica), trasmessa in Italia, ebbe un grande successo, tanto che il 45 giri prodotto dalla Fonit Cetra, con le sigle della prima serie, Ufo Robot/Shooting star (firmate con lo pseudonimo Actarus), ottenne addirittura il disco d'oro, superando il milione di copie vendute.
La serie ebbe successo anche in Francia e nel mondo arabo, soprattutto in Egitto e Arabia Saudita. Ancora oggi, a distanza di decenni dalla sua trasmissione, è ricordata da migliaia di fan, soprattutto in Europa.
Una curiosità che non tutti sanno è che il termine Atlas, aggiunto ad UFO Robot è il frutto di una vera e propria svista dei funzionari RAI. La serie fu acquistata in Francia ed era accompagnata da un guide book, ossia la scheda illustrativa, in francese chiamata atlas, cosicché la dicitura Atlas UFO Robot stampata sulla guida fu scambiata per il titolo originale della serie.
Il protagonista della serie è il principe Duke Fleed, fuggito dalla sua stella natale Fleed attaccata dalle truppe del feroce Re Vega, a bordo di un avanzatissimo robot Goldrake (Grendizer, nome originale derivanteda Gren  - il metallo alieno di cui sarebbe fatto il robot o da Grand – che sta per grandioso, imponente). Giunto sulla Terra Duke Fleed viene trovato morente dal dottor Procton (Genzo Umon), direttore dell' Istituto di ricerche spaziali, il quale lo accoglie e lo nasconde sotto le mentite spoglie di Actarus (Daisuke Umon), facendolo passare per il proprio figlio di ritorno da un lungo viaggio. Anche Goldrake con il suo disco spaziale (Spacer) viene nascosto all'interno dell'Istituto, nei cui sotterranei viene costruito una sorta di enorme hangar.
Circa otto anni dopo, continuando il loro progetto di invasione, anche le truppe di Vega giungono presso la Terra e, sotto la guida del comandante Hydargos (Blacky) e del feroce generale Gandal, ambiguo personaggio dotato di una metà maschile e di una femminile, stabiliscono la base Skullmoon sulla Luna. Actarus si troverà ad utilizzare nuovamente Goldrake per difendere il suo pianeta adottivo. Ad aiutarlo c'è il giovane Alcor (Koji Kabuto), il quale pilota un disco volante di sua progettazione e costruzione. I due oppongono una agguerrita resistenza. In seguito Alcor sarà il pilota di Goldrake 2, mentre una brava ginnasta Venusia, guiderà il Delfino Spaziale. Poi, giungerà dalla stella Fleed Maria, sorella di Actarus, che guiderà la Trivella spaziale.
Il male, ad un certo punto della narrazione, prenderà le sembianze del ministro delle scienze Zuril, uomo audace e di grande cultura scientifica, nonché grande stratega.
Inutili saranno i suoi piani di attacco o la costruzione di super robot. Lotti intestine per la supremazia del potere, spesso, favoriranno la vittoria di Goldrake. Actarus e gli altri fronteggiano non solo con i propri mezzi, ma principalmente con il coraggio, la forza di gruppo e lo spirito di sacrificio. Re Vega e tutti gli invasori vengono  annientati con il colpo finale dell’alabarda spaziale, l’arma caratteristica di Goldrake.
Terminata la guerra, Actarus e Maria decidono di tornare sulla Stella Fleed per ricostruire, assieme a coloro che scamparono all'invasione da parte di Vega, il regno perduto.
Goldrake deve la sua fortuna anche ai nomi delle sue armi che tutti gli appassionati del genere ricordano.
Goldrake è dotato di un armamento di straordinario valore: disintegratori paralleli installati sul dorso di ogni mano, raggio antigravità, emesso dalla V sul petto di Goldrake dai colori che ricordano l’arcobaleno, doppio maglio perforante, avambracci – trivella che si sganciano dal resto del corpo, boomerang elettronici, due lamine a forma di mezzaluna presenti sulle spalle che possono sganciarsi e volare contro il nemico. Tale arma può essere utilizzata agganciata a due aste che fuoriescono dalle spalle e si trasformano nell’alabarda spaziale. Uncino spaziale è il singolo boomerang agganciato alla sua asta, il tuono spaziale è una potente scarica elettrica generata dalle corna laterali, e poi il campo magnetico, pioggia di fuoco una sorta di acido molecolare che viene emesso dalle sei aperture sulla parte superiore dello Spacer, lame rotanti, sono due dischi rossi che aperti rivelano delle lame e sono posti alle estremità delle ali dello Spacer, missili perforanti sono dei piccoli cannoni nascosti all’interno delle lame rotanti che sparano dei dardi a punta di trapano e infine altre due armi gli possono garantire la vittoria e sono super velocitàe nebbia anti-radar.
Tutto ciò fece esplodere la Goldrake-mania in Italia, che ben presto divenne il maggiore acquirente occidentale dei cartoni animati made in Japan proprio grazie al successo di Atlas UFO Robot.
Gli indici di ascolto della RAI salivano alle stelle quando Goldrake compariva sugli schermi e si scatenò una sorta di delirio collettivo. L'immagine di Goldrake finì su centinaia di prodotti diversi: fumetti, libri, dischi, maschere di carnevale, tatuaggi lavabili, modellini e addirittura dei doposci, riempirono i negozi di tutta Italia.
Oggi, a distanza di più di 30 anni dall’ultimo episodio trasmesso sulla rete RAI, resta la nostalgia dei ricordi, di quando tutti, bambini e ragazzi, carichi del senso di giustizia dei protagonisti di Goldrake, si sentivano per un attimo supereroi, investiti di super poteri, capaci di sconfiggere per sempre il male.

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di Rossella Saluzzo
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