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Geologi, Graziano: “Inserire regole etiche stringenti nei codici deontologici”


Geologi, Graziano: “Inserire regole etiche stringenti nei codici deontologici”
26/09/2011, 17:09

“La pericolosità della criminalità organizzata ha coinvolto spesso nel passato, e purtroppo ancora coinvolge, professionisti iscritti agli Albi professionali. Esempi piü o meno recenti hanno riguardato le aree del mezzogiorno d’Italia a maggiore diffusione della criminalità organizzata , ma esempi piü recenti hanno interessato anche le aree del Nord Italia , con casi eclatanti a Milano ed a Torino , dove il fenomeno mafioso si sta pericolosamente espandendo” . Lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi , Gian Vito Graziano. Il Presidente ne ha parlato anche a Geoitalia 2011 , la Biennale delle Geoscienze organizzata dalla Federazione Italiana Scienze della Terra, nel corso di un dibattito sulla Geoetica . “Se è vero che ogni soggetto sociale ha l’obbligo di svolgere un ruolo attivo nel contrastare il fenomeno – ha proseguito Graziano - il sistema ordinistico non puö certo sottrarsi a questo compito . Il Procuratore nazionale antimafia , Piero Grasso, ha piü volte pubblicamente richiamato gli Ordini professionali sulla necessità di svolgere in maniera piü incisiva il ruolo, ad essi assegnato dalla legge, di garanti del corretto esercizio della professione da parte degli iscritti. Egli vuole correttamente affermare il principio della responsabilità sociale dei professionisti, che è per molti aspetti piü rilevante della responsabilità del cittadino comune”.
“Sono i professionisti infatti che permettono ai mafiosi – ha continuato Graziano - con le loro consulenze, di riciclare le loro enormi risorse o addirittura di gestirle dopo che sono state reintrodotte in attività apparentemente lecite . A questa importante funzione sociale dei professionisti non corrisponde una proporzionalità delle sanzioni per chi è colluso .
Come non rispondere all’appello del Procuratore Grasso , che è poi l’appello che la società civile pone agli Ordini professionali? In assenza di una riforma degli ordinamenti che consenta agli Ordini di agire con la piena consapevolezza di non essere poi, paradossalmente, oggetto di procedure d’infrazione o peggio di azioni di risarcimento promosse dall’iscritto sanzionato , la strada da seguire è quella del coraggio civile , uscendo dai termini piuttosto restrittivi delle norme ordinamentali ed estendendo il significato di garante, attribuendo cioè agli Ordini una funzione che il



legislatore non gli ha attribuito in maniera inequivocabile. Ciö consentirebbe agli stessi Ordini di svolgere appieno quel ruolo sociale al quale tengono tanto e di acquisire da parte della società civile quella fiducia che non gli è stata mai completamente accordata , continuando ad attribuirgli piuttosto un vecchio ruolo corporativo. Se da una parte non resta che invocare il coraggio sociale , dall’altro non puö non auspicarsi che in una tanto attesa riforma delle professioni si attribuisca agli Ordini professionali un nuovo ruolo di garante , estendendo i precetti deontologici a prescindere dalla liceità o illiceità civile, penale ed amministrativa. Ma intanto perché non provare ad inserire delle regole etiche stringenti nei codici deontologici che entro un anno dovranno essere rivisti a valle delle novità introdotte dalla manovra finanziaria di agosto?”

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di Redazione
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