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GF 9: LO SHOW DEI FENOMENI (DA BARACCONE)


GF 9: LO SHOW DEI FENOMENI (DA BARACCONE)
13/01/2009, 22:01

Rullino i tamburi, suonino le trombe: il grande fratello è giunto alla sua nona edizione. Dimostrazione di come, con il giusto budget e un po' (un po' tanto, va) di "sano" trash, una minestra già insipida la si può allungare con acqua fino a diluirne del tutto ogni ingrediente originario. Alla prima dello strafamoso reality, si è allestita infatti una vera e propria sagra delle "stranezze" con l'egocentrismo più sfrenato (e fine a stesso) e la bizzaria ostentata come prelibatezze tipiche. Una Marcuzzi raggiante ha presentato, uno ad uno, i fenomeni da barac..ehm i concorrenti che vivranno i soliti, "interessantissimi" mesi all'interno della famosa casa (quanto ci manca il "la caaaaaaaaaasa" della cara Daria Bignardi).

Quest'anno, gli autori, non si sono risparmiati e hanno selezionato con estrema cura solo individui capaci di votarsi al più completo e sconsiderato esibizionismo. Una farmacista nevrastenica, una maggiorata, un maggior domo di casa Savoia, l'unico surfista (a detta di Signorini) ad essere brutto come un secchio di vermi, una sputafuoco con tanto di serpente al seguito, sono solo alcuni dei concorrenti che parteciperanno alla nona edizione del Grande Fratello. Il più "normale" tra questi, uno psicologo milanese molto somigliante ad un modello Armani, è stato escluso proprio all'ultima tappa del tortuoso cammino per arrivare a varcare la porta dell'appartamento più spiato d'Italia (oramai anche le definizioni scarseggiano in quanto ad originalità)

Eppure, questo reality che par sempre più un deja-vu che tenta di rinnovarsi puntando sull'aspetto auto-caricaturale dei suoi partecipanti, alla sua prima, ha già battuto il concorrente Rai X-Factor (Reality che, almeno, si traveste da talent scout e, di conseguenza, possiede una ragion d'essere più valida e condivisibile). A questo punto, se anche in tanti si professano stanchi dei reality, altrettanti, si direbbe, sono stanchi di coloro che sono stanchi! Fin quando il pubblico apprezzerà, lo "spettacolo" andrà avanti e noi, con la faccia magari un po' storta e lo sguardo di biasimo, continueremo a sbirciare distrattamente il prodotto di una tv sempre più elementare, sempre più "polpettona" e sgraziata; sempre più "moderna".

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di Germano Milite
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