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Gf9 sempre più trash, sempre più real(ity)



Gf9 sempre più trash, sempre più real(ity)
24/02/2009, 20:02

"Fate l'amore, non fate la guerra". Non sono i figli dei fiori a parlare ma gli autori del reality più seguito d'Italia. L'invito, per nulla celato, da parte di chi muove i fili (o sarebbe meglio dire le telecamere) del bigh brother è infatti proprio questo: meno crisi isteriche e piagnistei e più sesso. Del resto, dopo l'instabile lancia bicchieri Federica e l'idraulico Paolo con le sue mille perdite (di credibilità e vestiti; con il suo nudo integrale alla:"Non so proprio che fare per farmi notare e allora mi spoglio), in casa Endemol vuogliono assicurare la ripresa di autentiche stille amorose tra i concorrenti.

Di certo, in questo modo, non si gioca di originalità e non si punta sulla novità anche se, inutile essere ipocriti, al pubblico italiano pare piacere da morire il già visto, il patetico, l'odiosamente farlocco. E tra nonne ospiti a sorpresa e sciarpe decennali accompagnate da struggenti e strappalacrime audio lettere, il grande fratello sembra sempre più una grottesca camera adibita per studi di improbabili antropologi guardoni. Però lo share è eloquente più d'ogni critica ed obiezione: il culto dell'effimero s'espande come l'ego dei vari Alberto, Siria, Vanessa, il play boy fallito Marco e tutti gli altri componenti dell'allegra "famiglia". E oramai in pochi continuano a scandalizzarsi  durante questo carnevale perenne in cui la realtà è sempre più vicina a ciò che, fino a qualche anno fa, aveva la valenza d'uno scherzo. 

Anche il buon Caparezza pare averci preso (tanto per cambiare) con la sua "Io diventerò qualcuno" (che poi continua con il:"non studierò, non leggerò, a tutti voi dirò di no...se vuoi parlar di me ti devi addare al mio myspace) che ricalca, in maniera drammaticamente reale, il regno del vuoto del quale siamo un po' tutti, volenti o dolenti, sudditi! Si apre il sipario, la gente applaude ad uno spettacolo che "è una farsa; una cultura scarsa" e tutti, proprio tutti, possono, anzi devono esibirsi per il loro "momento di gloria".

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di Germano Milite
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