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Giordano Bruno, svelato a Napoli nel corso di un dibattito svoltosi al Maschio Angioino


Giordano Bruno, svelato a Napoli nel corso di un dibattito svoltosi al Maschio Angioino
16/02/2013, 13:11

Giordano Bruno, svelato a Napoli nel corso di un dibattito svoltosi al Maschio Angioino un possibile contatto tra il filosofo nolano e il movimento dei Rosacroce d’
oro

Un collegamento tra Giordano Bruno e il movimento dei Rosacroce d’oro. È uno degli aspetti più importanti emersi nel corso della due giorni dedicata al filosofo nolano in occasione del 413esimo anniversario dalla morte, iniziativa organizzata nell’antisala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli dal “Forum delle antiche e nuove culture” e conclusasi oggi, sabato 16 febbraio. Nel corso del dibattito ha infatti destato notevole interesse un raro manoscritto riguardante i “Capitoli delli Fratelli dell’Aureo Fiore”, ovvero gli “Statuti segreti della Rosa Croce d’oro” (figura 2 nelle foto allegate) presentato dallo studioso rosacrociano Salvatore Forte. Un testo presente nella biblioteca nazionale di Napoli e proveniente dalla biblioteca del convento di San Domenico Maggiore nella quale Bruno ha vissuto da novizio per 13 anni (1563-1576). “Dall’
analisi del manoscritto – spiega Forte – si evince che i primi statuti del misterioso ordine della Rosacroce d’oro, in odore di eresia per la chiesa romana, sono stati redatti in Italia ed erano conosciuti a Napoli già dal 1678, conservati in una sede all’apparenza ‘poco istituzionale’ quale il convento dei frati Domenicani. La cosa sicuramente importante è che il testo fa riferimento ad altri statuti più antichi del 1542-43 (figura 1) che se anch’essi conservati nello stesso convento, ma probabilmente andati dispersi o trafugati, potevano essere sicuramente conosciuti da Giordano Bruno”.
“Se fosse così – conclude Forte – la nascita ufficiale della Rosacroce d’oro andrebbe retrodatata e la sua possibile presenza a Napoli potrebbe cominciare a essere anche qualcosa in più che una ipotesi, andando così a confermare gli studi fatti da Guido del Giudice (altro esperto intervenuto alla due giorni del Maschio Angioino) sul ‘contatto’ avvenuto in Svizzera fra Bruno e il movimento del nascente ordine della Rosacroce, che poteva anzi anche già essere conosciuto dal filosofo sin dal suo soggiorno a Napoli”.
Molta curiosità hanno suscitato, infine, le precise parole segrete che i “Fratelli dell’Aurea Rosacroce” dovevano pronunciare per riconoscersi, parole riportate nel manoscritto napoletano. (figura 3) Sempre nel corso del dibattito svoltosi venerdì 15 e sabato 16 febbraio lo studioso Guido Del Giudice ha ribadito l’invito alle autorità cittadine presenti affinché Giordano Bruno venga ricordato almeno con una lapide.

 

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di Redazione
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