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Giorgio Albertazzi in scena al Supercinema


Giorgio Albertazzi in scena al Supercinema
05/11/2012, 11:41

Castellammare di Stabia. Un appuntamento esclusivo quello previsto per mercoledì 7 novembre. Sul palco del teatro Supercinema di Castellammare di Stabia salirà uno dei più importanti attori del teatro italiano: Giorgio Albertazzi. Il maestro metterà in scena “Puccini, d’arte e d’amore”, testo e regia di Giovanni De Feudis. Si tratta dell’unica data in Campania. “E' per me e per la mia città un onore ospitare un grande attore come Albertazzi – ha affermato Lello Radice, attore e direttore artistico della stagione di prosa del Supercinema – si tratta di uno spettacolo fuori abbonamento ma la risposta del pubblico, come prevedevo, è stata molto positiva. C’è grande attesa”.

E’ indubbiamente un omaggio a Puccini, al compositore e alle sue opere immortali che ci restituiscono ancora oggi un teatro modernissimo. Ma è anche un omaggio ad Albertazzi, al grande attore e all’intensità delle sue straordinarie doti drammatiche. Inesauribile inventore di melodie melodrammatiche di sovrumana bellezza il primo, profondissimo conoscitore e ineguagliabile interprete dell’animo umano il secondo. Entrambi indefessi estimatori delle donne; innamorati dei cavalli e del brivido della velocità; strenui difensori del primato dell’estetica nell’arte; non credenti ma convinti dell’ineffabile presenza degli Dei; ambedue divorati dall’amore per la vita; toscani: due stelle in un misterioso universo popolato quasi esclusivamente da donne. Lo spettacolo è un riuscitissimo mix di musica e parole, di lirica e prosa, con un insolito Albertazzi nei panni del grande compositore lucchese che ci fa rivivere tutti i momenti più salienti di una vita artistica e sentimentale sempre vissuta al limite dell’incredibile. Dove le due vite a tratti si mescolano approdando ad un livello di pathos di straordinaria grandezza. Tutto questo mentre le magnifiche voci dei tenori e dei soprani ripercorrono l’intera produzione pucciniana, da Bohéme a Tosca, dalla Manon Lescaut al Gianni Schicchi e alla Turandot.

 

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di Redazione
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