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Giornata di mobilitazione nazionale dei mediatori: “indietro non si torna”


Giornata di mobilitazione nazionale dei mediatori: “indietro non si torna”
06/11/2012, 11:16

ROMA, 7 novembre 2012 - La Corte Costituzionale, il 24 ottobre, con un comunicato stampa ha bocciato il precedente Governo Berlusconi per aver ecceduto il mandato parlamentare,  varando la mediazione obbligatoria.

Così,  oltre 900 Organismi di Mediazione e 40.000 mediatori civili hanno, in un sol colpo, perso due anni di lavoro e bruciato oltre 600 milioni complessivi di investimenti fatti.

Uno schiaffo indiretto in faccia ai cittadini, che non solo devono accettare l’inefficiente sistema della Giustizia e  il danno della chiusura delle sedi giudiziarie,  ma si dovranno sobbarcare, anche, la probabile beffa di una class action milionaria, che deve essere evitata con una presa di responsabilità da parte dei nostri attuali Parlamentari che ripari questo  banale difetto di forma, gravido di conseguenze.

Sarebbe infatti grave e inaccettabile che un  “difetto di forma”, rovini nella sostanza la “mediazione”,  cura immedita e efficiente, che stava offrendo una prospettiva di miglioramento all’ormai paralitico sistema della giustizia e offrendo una via di uscita all’alto spirito conflittuale degli Italiani, che ogni anno incide negativamente  di  1,7 punti percentuali sul PIL.

Il 12 novembre, Magistrati, imprenditori, avvocati, commercialisti, Sindaci, Amministratori locali, notai, Associazioni di volontariato si ritroveranno, insieme ai mediatori, dalle ore 09:00 alle ore 14:00  in Piazza Montecitorio, per chiedere ai Parlamentari di “salvare la mediazione”. Insomma, 600 milioni di buoni motivi per non trasformare una commedia in un dramma.

 

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di Redazione
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