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Giornata Mondiale contro AIDS: 3 bambine su 10 costrette a prostituirsi contraggono l'HIV


Giornata Mondiale contro AIDS: 3 bambine su 10 costrette a prostituirsi contraggono l'HIV
01/12/2012, 11:24

Roma, 1 dicembre 2012 - “Quando i miei amici hanno saputo che ho  l'HIV/AIDS, nessuno mi ha più avvicinata. Sono rimasta sola, anche andare a scuola era diventato impossibile” racconta Jane, una ragazza thailandese di 19 anni, affetta da HIV/AIDS dalla nascita.

 

Jane è solo una dei 26 mila giovani che in Thailandia vivono con l'HIV/AIDS. Circa 300 mila bambini di età compresa tra 0-17 anni ha perso almeno un genitore a causa della malattia nel 2009. Delle 100 mila persone colpite dal virus, solo un quinto ricevere un trattamento anti-retrovirale.

 

Molte famiglie perdono i loro capifamiglia e spesso le bambine sono costrette ad abbandonare la scuola e a prostituirsi per prendersi carico dell’intera famiglia. Ad influire sul gran numero di bambine affette da HIV/AIDS, infatti, proprio lo sfruttamento della prostituzione minorile. In India, 3 bambine su 10 costrette a prostituirsi hanno contratto il virus.

 

Sujatha è indiana e per sopravvivere vende sesso per strada. E’ analfabeta e sieropositiva. Vive nella periferia di Rajahmundry. “Quando sono andata alla sede del governo locale per richiedere il mio sostegno finanziario mi è stato negato con la motivazione che non avevo un indirizzo fisso - spiega Sujatha - Mi è stato detto che avrei potuto guadagnare di più continuando a prostituirmi". I lavoratori del sesso affetti da HIV/AIDS come Sujatha che vogliono riabilitarsi, infatti, hanno diritto a un sostegno finanziario mensile di meno di 4 dollari forniti dal governo statale. Ma anche chi ne ha diritto di rado riesce ad ottenerlo.

 

Jane e Sujatha sono solo due delle centinaia di bambine raggiunte e sostenute da Plan – racconta Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan Italia - Plan ha già messo in piedi una struttura dedicata negli stati del Maharashtra e Andhra Pradesh dal 2007 e un programma di aiuti per le bambine affette dal virus, sostenuto dal Fondo Globale per la lotta all'AIDS, con lo scopo di affrontare i fattori che aggravano il carico globale di HIV/AIDS, oltre a ridurre la morbilità e la mortalità tra di loro”.

 

Nonostante il tasso di nuove infezioni in Asia sia calato negli ultimi dieci anni grazie alla diffusione di misure sanitarie efficaci, l'incidenza di infezione da HIV è ancora in aumento in paesi come il Bangladesh, l'Indonesia, le Filippine e Sri Lanka.

 

Secondo il Programma delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS, i casi nei paesi asiatici tendono a concentrarsi solo in alcune zone, piuttosto che a livello nazionale. In Cina, ad esempio, il numero di nuove infezioni da HIV è quasi quadruplicato passando da 10.742 nel 2007 a 39.183 nel 2011 e l'epidemia è in gran parte concentrata in appena una manciata di province. Allo stesso modo, in Indonesia, i livelli di infezione nella zona di Papua sono 15 volte superiori alla media nazionale.

 

Con l'HIV sopraggiungono anche l'isolamento sociale, la stigmatizzazione e la discriminazione che concorrono ad aggravare l'impatto psicologico della malattia. A questo si aggiunge il carico diretto dell’HIV fatto di trattamenti ed esigenze nutrizionali che i pazienti più poveri non possono permettersi e che spesso accelera la progressione della malattia.

 

Nel nostro centro di Chiang Rai, in Thailandia accogliamo le persone affette da HIV e AIDS e organizziamo corsi di educazione sessuale per le comunità con lo scopo soprattutto di sensibilizzare e informare sulla malattia – spiega Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan ItaliaIl progetto inizialmente coinvolgeva pochi membri, oggi il gruppo si è ampliato. Alcuni di loro hanno competenze artigianali e con la realizzazione di questi prodotti, possono guadagnare piccole somme. Ci auguriamo di poter ampliare ancora di più il progetto e di rendere i loro prodotti più commerciabili”.

 

Anche Jane che dalla nascita è costretta a lottare contro la malattia ha trovato sostegno e conforto grazie Plan. “Da quando mi sono iscritta al centro, tutto è cambiato in meglio. Mi capita di fare amicizie nuove, di imparare di più su HIV/AIDS e prendo parte a piccole attività di lavoro a maglia. Ora sono felice - proprio come se avessi una nuova vita” conclude Jane.

 

Con 2,4 milioni di persone colpite da HIV, l'India da sola raccoglie quasi la metà delle persone affette da HIV/AIDS di tutta l'Asia. Nonostante negli anni le infezioni da HIV siano diminuite di oltre la metà, il Paese è ancora lontano dal fornire accesso universale a prevenzione, trattamento, cura e sostegno.

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di Redazione
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