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Giuliana Cunéaz e il 3D


Giuliana Cunéaz e il 3D
24/07/2012, 16:06

Due mostre e un catalogo monografico aprono la stagione autunnale di Giuliana Cunéaz che si presenta con una serie di progetti interamente dedicati al 3D, procedimento che, tra le prime artiste in Europa utilizza dal 2003.

Il primo appuntamento s'inaugura in Corea il 5 settembre al Daejeon Museum of Art nella città di Daejeon, a pochi chilometri da Seoul, dove Giuliana Cunéaz partecipa alla 1° Biennale Internazionale Project Daejeon 2012: Energy (rimane aperta sino al 18 novembre) interamente dedicata al rapporto tra arte, scienza e nuove tecnologie. In questo caso sarà presente con un'installazione immersiva dal titolo Waterproof del 2011.

Il 27 settembre poi, viene presentata, nella sede della Galleria Gagliardi Art System di Torino, la personale di Giuliana Cunéaz 3D con una serie di nuove installazioni in 3D realizzate negli ultimi due anni e un gruppo di venti lavori tra foto e disegni a cui si aggiungono le opere plastiche e gli occhiali-scultura 3D.

In occasione della mostra, aperta sino al 28 ottobre, verrà pubblicata una monografia dedicata alla produzione in 3D con testi di Lorand Hegyi, direttore del Musée d'Art Moderne di Saint-Etienne e di Marco Bazzini, direttore del Museo Pecci Prato.


Le videoproiezioni stereoscopiche 3D che formano all'interno della galleria un ambiente immersivo di oltre cinque metri sono dedicate ai disordini ecologici e ambientali.

Sono zone fuori controllo che entrano in relazione diretta con la dimensione reale consentendo un viaggio imprevedibile tra le onde di una tempesta, gli spazi misteriosi di una grotta, le colate laviche di un vulcano e la collisione di mastodontici iceberg.

Tutto si connette con lo sguardo turbato dello spettatore che si trova di fronte alla vertigine dell'immagine, sempre in bilico tra sublime e terrificante.

Il ciclo si ispira al tema del sublime e vuole essere anche un omaggio ai grandi protagonisti della pittura romantica come Caspar David Friedrich o William Turner.

Attraverso questi lavori Giuliana Cunéaz propone l'approccio ad una nuova estetica che si determina attraverso una serie di riflessioni legate a problematiche attuali, quali le catastrofi naturali o i disastri ecologici.

Come afferma l'artista "l'uomo moderno che contempla lo scenario della catastrofe si deve interrogare innanzitutto sulla forma e sul senso delle proprie responsabilità. Ciò che traspare dal volto contemporaneo della catastrofe non è soltanto la violenza che scaturisce dall'energia della natura, ma la presunzione dell'individuo convinto di poter gestire i destini dell'universo senza rispettare l'ecosistema.""

Gli elementi creati e modellati con la tecnica digitale del 3D sono l'equivalente di sculture virtuali che prendono spunto da immagini nanomolecolari viste per mezzo di potentissimi microscopi elettronici.

Ogni elemento si determina attraverso una rinnovata percezione visiva: in un grammo di materia si può immaginare siano contenute le forme e le energie dell'universo.

La visione stereoscopica 3D dilata gli aspetti enigmatici e ambigui delle forme e ci mette a confronto con quel perturbante estetico che minaccia la coerenza delle nostre sintesi percettiva. E' una visione che investe interamente il corpo di chi osserva permettendogli un viaggio immersivo ed emozionante nell'universo naturale che si mostra in tutta la sua dirompente energia.



La mostra viene completata da venti lavori progettuali tra foto e disegni a cui si accompagna una serie d'interventi plastici dove l'artista crea paradossali macchine del tempo all'interno delle quali è possibile ammirare, in un contesto straniante, talune animazioni. Gli elementi plastici diventano luogo di proiezione per un pubblico che si trova ad affrontare un universo in continua metamorfosi.



Tra le altre novità dell'esposizione, vanno segnalati gli occhiali-scultura, naturalmente 3D, dove l'artista crea una serie di prototipi personalizzati per vedere i lavori esposti. In tal modo anche lo spettatore, con la propria maschera, diventerà parte integrante dell'opera.



Giuliana Cunéaz e il 3D


Il 3D, guardato a lungo con sospetto e scambiato come prodotto di esclusivo consumo spettacolare, solo di recente è stato oggetto di una più attenta analisi grazie soprattutto all'attenzione dimostrata dai grandi registi come Wim Wenders e Martin Scorsese.

Per Giuliana Cunéaz il 3D ha sempre rappresentato uno strumento di analisi autonoma che le ha permesso di accedere a quel mondo ambiguo e metamorfico che sin dall'inizio degli anni novanta è parte integrante della sua poetica.

L'artista lavora sul nomadismo dei linguaggi proponendo una continua ibridazione degli elementi che dialogano tra loro creando un universo unico e affascinante. La pittura sullo schermo (nel 2006 ha inventato gli screen painting intervenendo con la pittura direttamente sullo schermo), le immagini virtuali, il processo nanotecnologico e le sculture rappresentano un'unica dimensione intorno alla quale è possibile interrogare la materia in base. In tal senso, l'animazione grafica 3D appare lo strumento ideale per sviluppare un nuovo modello formale che non nasce dalla manipolazione della realtà, bensì dalla creazione di un universo parallelo con radici nel nostro inconscio e nella nostra memoria. "Il 3D rappresenta il passaggio dalla bidimensionalità alla tridimensionalità investendo un processo ricco di conseguenze", afferma Giuliana Cunéaz. "E' la dimensione spazio-temporale a subire un profondo cambiamento e quando creo le mie immagini dipingo e scolpisco al tempo stesso seguendo un percorso che coinvolge direttamente la videoanimazione. L'animazione 3D dilata gli aspetti enigmatici e ambigui delle forme, in quanto nessuna di esse è veramente riconducibile a una precisa entità, ma si presenta come parte di un'architettura complessa."


Nota Biografica

Giuliana Cunéaz (Aosta, 1959) vive e lavora ad Aosta e Milano.

Diplomata all'Accademia Belle Arti di Torino, utilizza tutti i media artistici, dalla videoinstallazione alla scultura, dalla fotografia alla pittura sino agli screen painting (schermi dipinti), tecnica da lei inventata.

Dall'inizio degli anni Novanta inizia un'indagine dove la ricerca plastica si coniuga con le sperimentazioni video. E' stata tra le prime artiste a lavorare sulle immagini stereoscopiche 3D, procedimento che utilizza sin dal 2003.

L'artista ha identificato una dimensione del tutto innovativa dove la componente naturale viene riattualizzata attraverso le immagini in 3D e l'uso delle nanotecnologie che diventano lo spunto per alcuni recenti progetti come Zona Franca (2004), Quantum Vacuum (2005), I Mangiatori di Patate (2005), Occulta Naturae (2006), The Growing Garden (2007-2008), The God Particle e Matter Waves (2009), Neither Snow nor Meteor Showers (2010), Waterproof (2011), Zone fuori controllo (2011-2012), Mobili in Mobilis (2012).

Giuliana Cunéaz ha iniziato a presentare i suoi lavori in importanti spazi pubblici e privati italiani e internazionali dall'inizio degli anni Novanta.

Ha partecipato, tra l'altro, al Festival di Videoformes nel 1991, 1993 e 1996. Nel 1994 ha preso parte alla Biennale di San Paolo in Brasile. Nel 2002 ha esposto al Museo d'Arte Contemporanea di Bucarest. Le sue opere sono state presentate nel 1995 al Museo Revoltella di Trieste; nel 2000 al Museo Pecci di Prato e alla Torre del Lebbroso di Aosta. Nel 2002 ha partecipato a Exit nello spazio della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Nel 2004 ha preso parte, nell'ambito della Quadriennale di Roma, a Anteprima di Torino. Nel 2008 ha partecipato a Tina B. Festival a Praga e alla terza edizione della Biennale di Siviglia Youniverse. Nel 2009 ha esposto al PAV, Centro d'Arte Contemporanea di Torino e ha partecipato alla collettiva Corpi, Automi Robot al Museo d'Arte di Lugano. Nel 2010 ha esposto alla Nuovissimo Arsenale di Venezia, nell'ambito del progetto Tina B. in occasione della Biennale di Architettura. Nel 2011 è stata invitata al Premio Maretti nella sede del Museo Pecci di Prato e ha partecipato alla mostra Principia Stanze e Sostanze delle Arti Prossime in Piazza Duomo a Milano e nel 2012, sempre a Milano, ha preso parte alla mostra Pelle di Donna, Identità e bellezza tra Arte e Scienza, nella sede della Triennale.

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di Redazione
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