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Gli effetti della pubblicità nella vita dei bambini

Gli atteggiamenti dei bambini e la pubblicità


Gli atteggiamenti dei bambini e la pubblicità
06/09/2010, 10:09

Nel volume di Mauro Laeng “Come evitare che la pubblicità faccia male ai bambini” Racis, 1985, sono analizzate le caratteristiche specifiche della pubblicità che ne facilitano la comprensione da parte dei bambini. Tra queste si annoverano: la ripetitività; la brevità spazio-temporale; la semplicità verbo-iconica, che rende gli spot facilmente riconoscibili e immediatamente percepibili; la capacità di attrazione dei modelli proposti, legati a modalità di comportamento diffuse e appetibili; il ricorso ad aspetti ludici e al sonoro; la struttura esortativa, che, insieme all’impatto emotivo, fa aumentare la capacità di presa degli spot sui minori.
Da un’indagine EURISPES (1° rapporto nazionale), effettuata nel corso del 2000 e riportata nel volume di Renata Metastasio “La scatola magica – TV, bambini e socializzazione”, Carocci editore, su un campione rappresentativo di bambini italiani frequentanti la terza, la quarta e la quinta elementare, emerge un atteggiamento ambivalente nei confronti della pubblicità. Il giudizio e la capacità critica cambiano con l’aumentare dell’età, ma anche la presenza di fratelli o sorelle maggiori sollecita un atteggiamento negativo. Ad influenzare i bambini nella scelta dei prodotti di consumo ci sono, da una parte i familiari, che possono proporre un modello di comportamento di consumo e dall’altra si creano situazioni di consumo indipendenti in quanto la “socializzazione ai consumi” è stata definita come il “continuo, perdurante processo attraverso il quale i bambini apprendono abilità, conoscenze e atteggiamenti rilevanti per il loro presente e futuro comportamento di consumatori”.
Tuttavia sono ancora relativamente scarse le conoscenze relative al modo in cui le informazioni pubblicitarie sono organizzate e categorizzate nel sistema di conoscenze, valori e atteggiamenti preesistenti e al modo in ci agiscono i processi di mediazione sociale ad opera delle altre agenzie di socializzazione.

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di Rossella Saluzzo
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