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Grande successo per il tributo a Sergio Bruni. Si replica il 30 gennaio


Grande successo per il tributo a Sergio Bruni. Si replica il 30 gennaio
18/01/2012, 15:01

Si è tenuta al teatro delle Muse una serata di musica colta del 900 napoletano. Protagonista Adriana Bruni per omaggiare suo padre Sergio Bruni.

Dopo il successo di pubblico ottenuto per la serata dedicata a Sergio Bruni organizzata dalla figlia Adriana si replica il 30 gennaio sempre al teatro delle Muse a Roma. E' stata raccontata tutta la storia di Sergio Bruni, attraverso le sue celeberrime canzoni interpretate da Adriana Bruni, figlia d'arte, che da tempo si dedica allo studio, alla ricerca e all'interpretazione della musica partenopea, con particolare attenzione alla produzione che va dal XVI al XVIII secolo. Dalla “Villanella” cinquecentesca” all'Opera Buffa del 700, passando nell'Ottocento, periodo d'oro della canzone napoletana fino ad arrivare al 900 con “Luna Rossa” e “Lilì Kangy” periodo del Cafè Chantant e finire con l'omaggio a Sergio Bruni ponendo l'accento sull'autore con brani come “Carmela”. La voce di Adriana Bruni, in alcuni momenti sussurrata, e in altri di grande appeal emotivo, ha tenuto incollato alla poltrona del Teatro delle Muse il pubblico per circa due ore. Una grande artista e una grande presenza scenica che insieme al suo gruppo Gianluigi Esposito, una voce calda e un cultore della musica di Sergio Bruni, Fausto D'Angelo alla chitarra, Antonio Saturno, alla chitarra e al mandolino, Raffaele Pizzonìa alle percussioni, ha regalato un percorso musicale, a volte intenso a volte anche ironico, vedi “Lilì Kangy” volto ad evidenziare l'importanza delle origini della canzone napoletana, senza le quali brani come “Funiculì funiculà” e “O sole mio” non avrebbero , probabilmente mai visto luce. Francesco Forte, con voce emozionata, ha avuto il compito di aprire la serata con una dedica che il grande Eduardo De Filippo aveva voluto scrivere per il suo fraterno amico, come lo definiva, Sergio Bruni. “A ggente sa che dice? Ca tu si à voc' e Nàpule. E sa che dice pure? Ca Nàpule songh'io. Si tu si 'a voc' e Nàpule e Nàpule songh'io: chesto che vven' a ddicere ca tu si 'a vocia mia”. Con questi versi affettuosi, che Adriana Bruni, conserva gelosamente in una bacheca in originale a firma del grande Scarpetta si è dato inizio a “La canzone napoletana: dagli antichi canti a Carmela – omaggio a Sergio Bruni”. Un omaggio gradito anche ai numerosi ospiti ed amici che sono arrivati per assistere allo spettacolo: dall'amico fraterno e di sempre di Sergio Bruni Vittorio Squillante al suo paroliere storico Salvatore Palomba, dall'ex Ministro Pecoraro Scanio alle amiche e colleghe di Adriana Alma Manera e Virginia Barret. E quando Vittorio Squillante è stato invitato sul palco da Adriana per una sua testimonianza non ha fatto altro che ribadire il carattere forte e autoritario del grande poeta napoletano, testardaggine però che le ha garantito un successo fatto di arte e qualità dimostrando come con “Carmela” si potessero scrivere dei classici in grado di raggiungere le somme vette dell'arte, essendo questa poesia in musica la risposta a tanti che ad un certo punto avevano affermato che la canzone napoletana fosse morta e seppellita.
Una chicca che Adriana ha voluto regalare a tutti gli appassionati di Sergio Bruni: nel foyer del teatro sono state esposte foto, lettere e manoscritti inediti, dischi rari e preziosi del maestro. Dei veri cimeli per la prima volta sono stati ammirati per scoprire curiosità e segreti di una vita dedita all'arte, una vera e propria missione per la divulgazione della musica partenopea nell'intero continente. Dalla morte di Sergio Bruni sicuramente la canzone napoletana è diventata più povera. Si replica il 30 gennaio, sempre al Teatro delle Muse (Via Forlì, 43) alle ore 21.00

Spettacolo: lunedì 30 gennaio 2012 – ore 21.00
Per informazioni ed acquisto biglietti: Botteghino Teatro delle Muse - Tel. 06.44233649

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di Redazione
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