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Grande successo per la mostra di Antonio Ligabue alla Fondazione Magnani Rocca


Grande successo per la mostra di Antonio Ligabue alla Fondazione Magnani Rocca
21/06/2011, 11:06

Successo straordinario per la mostra "Antonio Ligabue. La Follia del Genio", in corso alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo presso Parma. A tutt'oggi sono circa 30.000 i visitatori con provenienza dal nord e dal centro Italia; fra questi, tanti i gruppi scolastici di ogni livello. Tutti dichiarano convintamente di apprezzare l'esposizione. Nonostante le tantissime richieste di proroga non sarà possibile posticiparne il termine; la rassegna chiuderà pertanto il 26 giugno, come previsto. Curata da Augusto Agosta Tota, presidente del Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue di Parma, è ospitata nella Villa dei Capolavori, la raffinata dimora che fu di Luigi Magnani, a conferma dell'ormai consolidato riconoscimento per colui che semplicisticamente a lungo è stato definito "il buon selvaggio" della pittura italiana. La mostra, che gode dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana ed è realizzata grazie al contributo di Fondazione Cariparma e Cariparma Crédit Agricole oltre a un pool di sponsor tecnici, presenta circa centocinquanta opere, un esemplare excursus antologico su tutte le diverse anime dell'artista: un'amplissima selezione dei suoi celebri oli, un nucleo di disegni e di incisioni e alcune delle sue intense sculture tratte dall'originale in argilla del suo amato Po che l'artista masticava a lungo per renderla duttile. Ligabue è certamente uno dei protagonisti dell'arte del XX secolo, un grande espressionista, al pari di Van Gogh e Munch. Il talento e le tensioni, infatti, sono quelli di un maestro sicuro e ben si colgono dalla potenza visionaria, dalla stesura pittorica e dai rimandi continui - come contrappunti - nello sviluppo della sua opera. Dal primitivismo incerto della prima fase, più ingenua e conclusasi con gli anni Trenta, all'esplosione espressionista dal colore violento e dalla pennellata convulsa. Una vita vissuta come conflitto che non lascia tregua, un'esistenza trascorsa fuori e dentro il manicomio, dove l'arte era puro e semplice mestiere di vivere e andava a coincidere con la vita stessa, in un mondo a lui sempre ostile. Una vita passata a contatto con l'universo animale che amava tanto, che ritraeva con studio anatomico rigoroso, imitando i versi delle bestie mentre le dipingeva con colori frenetici, in una visionaria ricerca identitaria. Dagli animali domestici del primo periodo, alle tigri dalle fauci spalancate, i leoni mostruosi, i serpenti, i rapaci che ghermiscono la preda o lottano per la sopravvivenza: una vera e propria giungla che l'artista immagina con allucinata fantasia fra i boschi del Po.
È particolarmente negli autoritratti che Ligabue dipinge il proprio dolore esistenziale, gridandolo con l'urgenza di una sensibilità intensa e ferina; è il tormento di un'anima che grazie alla pittura trova la propria voce e il proprio riscatto. La mostra è visibile dal martedì al venerdì con orario continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) - sabato e domenica orario continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18).

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di Redazione
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