Cultura e tempo libero / Mostre

Commenta Stampa

Guariento, la Padova Carrarese e gli angeli di Galliani


Guariento, la Padova Carrarese e gli angeli di Galliani
17/02/2011, 14:02

Di lui si conoscono soprattutto gli Angeli, anzi le Gerarchie Angeliche composte da Angeli, Arcangeli, Podestà, Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni, che riprodotti ovunque, sono diventati parte della iconografia universale, tanto diffusi da far dimenticare chi li dipinse e cosa effettivamente quelle meravigliose figure rappresentino.

Dal 16 aprile al 31 luglio, a Padova, nelle sale dedicate alle attività espositive di Palazzo del Monte, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, una grande mostra riunisce per la prima volta la quasi totalità della produzione di Guariento, il "Maestro degli Angeli".
La mostra, curata da Davide Banzato, Francesca Flores d'Arcais e Anna Maria Spiazzi è promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal Comune di Padova - Musei Civici.

Guariento da Arpo fu il primo artista di corte a Padova. Di lui non si conoscono l'anno e il luogo di nascita. E' documentata però la sua attività, tra il 1338 e il 1367, che lo colloca tra i protagonisti della nascita del gotico internazionale.

Per i Carraresi, Signori di Padova, creò il suo capolavoro: la decorazione della Cappella della loro Reggia.

Per i Dogi inventò il celebre Paradiso per Palazzo Ducale, poi danneggiato da un incendio e coperto per secoli dal telero di Tintoretto.

A precedere il Paradiso veneziano sono le famosissime Gerarchie angeliche per la Cappella della Reggia Carrarese: Angeli, Arcangeli, Potestà, Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni, affascinanti per la complessità iconografica, per la bellezza della pittura e la delicata e sfumata trasparenza dei colori.

Ma Guariento non si dedicò solo agli Angeli.
Per i Carraresi e per altri non meno illustri committenti, realizzò tavole di soggetto sacro e ritratti profani di eleganza cortese, resi con un colorismo delicato e perfetto.

Una mostra su Guariento non è mai stata fatta per la difficoltà di riunire le sue opere disperse in musei di mezzo mondo, opere su tavola e quindi di grande fragilità, opere spesso considerate "inamovibili".

In mostra e negli studi che l'hanno preceduta, la figura di Guariento è posta a confronto con gli altri maestri con i quali la sua pittura presenta legami nelle sue varie fasi: Giotto, Pietro e Giuliano da Rimini, Vitale da Bologna, Paolo e Lorenzo Veneziano, Giusto Menabuoi, Altichiero, Vivarini, Nicolò di Pietro, Giambono.
Tutto a comporre un racconto che prima d'ora non era mai stato proposto al pubblico e che, per rarità, preziosità e qualità delle opere esposte, potrà difficilmente esserlo una seconda volta.

A rendere ancora più unico questo evento è la proposta, negli spazi per esposizioni temporanee dei Musei Civici, a Palazzo Zuckermann e agli Eremitani, di una ulteriore esposizione dedicata a Padova Carrarese. Rivivrà la città trecentesca attraverso la cartografia, modelli, codici che illustreranno i principali esponenti della Signoria e la letteratura dell'epoca. Monete, ceramiche, oreficerie, avori, intagli in legno, sculture, illustreranno la civiltà materiale del secolo XIV, ma anche i raggiungimenti della scienza nel periodo di maggior splendore vissuto da Padova.

Itinerari accompagneranno il visitatore a scoprire i principali luoghi e monumenti del Trecento padovano.
Tra essi la Reggia Carrarese (affrescata dal Guariento) e il Museo Diocesano. In questo ultimo (posto di fronte a Palazzo del Monte, sede della mostra sul Guariento) altri angeli, stavolta contemporanei, accolgono il visitatore. Sono quelli di Omar Galliani proposti nella mostra loro dedicata, allestita nella magnifica scenografia del Salone dei Vescovi.

"Guariento e la Padova Carrarese", Padova, Palazzo del Monte (piazza Duomo), dal 16 aprile al 31 luglio 2011. Orario: 9 - 19, lunedì chiuso.
Mostra promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal Comune di Padova - Musei Civici a cura di Davide Banzato, Francesca Flores d'Arcais e Anna Maria Spiazzi. Catalogo edito da Marsilio.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©

Correlati