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HARRY BERTOIA IN MOSTRA


HARRY BERTOIA IN MOSTRA
16/07/2008, 09:07

Con Carnera, Bertoia è probabilmente il friulano più famoso negli Stati Uniti d'America. Egli non deve la sua notorietà al pugilato o ad altro sport ma al design e soprattutto ad un oggetto ormai "mitico": la sedia "Diamond" della Knoll, creata nel dopoguerra e che ancora oggi continua ad essere oggetto di culto in tutto il mondo.
Ma ciò che non molti, in Italia, sanno è che Arieto (Harry) Bertroia fu anche un importante artista con opere presenti in prestigiosi musei e collezioni private internazionali e attivo nella ricerca e sperimentazione di gioielli, grafica e scultura.

Nel trentennale dalla scomparsa di Bertoia, il suo territorio natale, quello di Pordenone, ha deciso di dedicargli un intero anno di manifestazioni destinate ad approfondire la sua vicenda di designer e di artista internazionale partito quindicenne da un paese di poche anime, San Lorenzo d'Arzene, nel 1930 per approdare prima in Canada e poi negli Stati Uniti dove trovò istruzione, lavoro e successo.
Un'affermazione transitata attraverso l'esperienza alla Cranbrook University di Bloomfield Hills (Michigan) dove Bertoia si confrontò con gli amici Eero Saarineen, Charles Eames, Florence Knoll, la sua permanenza in California dove lavorò nello studio Eames, il solido rapporto con l'azienda Knoll che gli permise di progettare la celebre serie di sedute ed infine la sua personale ricerca in ambito scultoreo nella sua fattoria nei presso di Filadelfia.

Le celebrazioni, promosse dal Comune di Pordenone e dalla Provincia di Pordenone attraverso il Museo Civico d'Arte di Pordenone e il coordinamento scientifico - organizzativo del Direttore Gilberto Ganzer, hanno già avuto un primo momento di approfondimento, lo scorso 23 novembre, con il convegno internazionale dedicato a Bertoia, convegno che ha riunito a Pordenone esperti che hanno analizzato tutti i suoi ambiti d'interesse (disegno, incisione, gioielleria, design e scultura), l'ampiezza del suo lavoro e l'originalità della sua visione creativa.


Nell'ottica di questo percorso volto a far conoscere la figura di tale artista e designer, dal 25 luglio al 28 settembre, nella sua casa natale a San Lorenzo d'Arzene, verrà allestita una mostra documentaria con alcuni pezzi della produzione di Bertoia, una delle sue celebri sculture sonore e altre opere. Il tutto integrato da testimonianze video di coloro che videro crescere Arieto e lo guardarono partire con il padre alla volta dell'America. La mostra, intitolata "Aria e ferro" è curata da Angelo Bretoni per iniziativa della Provincia di Pordenone, del Comune e della Pro Loco di San Lorenzo d'Arzene.

Il lungo filo rosso di eventi che porterà sino alla grande mostra che a Bertoia sarà dedicata, a partire dal prossimo marzo a Pordenone, propone, il 26 luglio, nel Ridotto del Teatro Verdi di Pordenone alla presentazione degli Atti del Convegno di Studi dello scorso novembre. Nell'occasione verrà presentato, in prima nazionale, il documentario su Bertoia realizzato dal regista Bruno Mercuri, prodotto da Videe e curato da Gilberto Ganzer e Marco Minuz

Il 14 ottobre le celebrazioni si sposteranno negli Stati Uniti ed esattamente a New York. Qui, per iniziativa dell'Istituto Italiano di Cultura e del Museo Civico d'Arte di Pordenone, la figura di Bertoia sarà ricordata da studiosi italiani e statunitensi. Nella medesima occasione sarà presentata anche l'edizione internazionale del documentario di Mercuri.

In autunno, di Bertoia si discuterà a Roma in un momento pubblico che coinvolgerà anche le istituzioni culturali americane della capitale.

Infine, a marzo 2009, la grande mostra. Documenterà tutti gli aspetti della attività creativa di Bertoia e sarà ospitata, in contemporanea, dal Civico Museo d'Arte di Pordenone e dai vicini spazi espositivi della Provincia.
Verrà esposto un ampio nucleo di opere provenienti da collezioni internazionali che descriverà il variegato percorso creativo di Harry Bertoia. Le sculture, i disegni, la serie di sedie prodotte per la Knoll e i gioielli si vedranno riuniti per la prima volta in Europa.
La mostra è curata da Gilberto Ganzer, coordinatore scientifico dell'intero progetto con il coordinamento operativo e curatoriale di Marco Minuz.

Gli organizzatori stanno anche vagliando le proposte di portare l'esposizione, dopo Pordenone, in altre realtà europee e nord americane, a conferma della notorietà più internazionale che italiana di Harry Bertoia.

 

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di Redazione
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