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Il pezzo è di Aloe Blacc, al secolo Nathaniel Dawkins

“I need a dollar”: il tormentone estivo al tempo dei precari


“I need a dollar”: il tormentone estivo al tempo dei precari
21/06/2011, 16:06

“Avevo un lavoro ma mi hanno licenziato, ho detto al mio boss che ero disperato. Ma lui l’ultimo stipendio mi ha pagato e fuori dalla porta mi ha lasciato. Ho bisogno di un dollaro, dollaro, dollaro... E se voi condividerete la mia storia io dividerò con voi il mio dollaro, dollaro, dollaro...”.
Arriva dagli Stati Uniti il tormentone di questa estate, che con quella parola “dollar”, ripetuta in maniera quasi ossessiva, ricorda i problemi e le angosce di disoccupati e precari: “I need a dollar” è un pezzo di Aloe Blacc, al secolo Nathaniel Dawkins, 32 anni, nato da genitori panamensi a Los Angeles, che sta spopolando in radio e non solo. Il pezzo fa parte del disco “Good Things” uscito negli Stati Uniti nel 2010 (in Italia il prossimo 5 luglio per “Carosello Records”), diventato tema d’apertura della trasmissione della Hbo “How to Make It in America” (Come farcela in America). Se “I need a dollar” è diventato il tormentone estivo, la lista delle canzoni sentite, ballate, cliccate è lunga e varia.
Corposa è infatti la compagine delle canzoni dance-commerciali: prima fra tutte “Mr. Saxobeat” di Alexandra Stan, studentessa romena di 22 anni, fatta apposta per scatenarsi in pista; come pure “A Far l’amore comincia tu”, remix del famoso dj francese Bob Sinclair di una canzone di Raffaella Carrà del 1977. Regina del pop anche questa estate è Katy Perry: ironica nel video di “Last Friday Night” ed esplosiva in “Fireworks”, con un ritornello accattivante e un video in cui la popstar fa partire fuochi d’artificio dal seno (ben valorizzato lo scorso anno anche nel video di California Gurls).
La vera sorpresa è però la hit latina “Danza Kuduro” un reggaeton di don Omar e Lucenzo - viene direttamente da Puerto Rico - che si candida a diventare la lambada dell’estate 2011. Non possono mancare infine i tormentoni italiani: primo fra tutti Il più grande spettacolo dopo il Big Bang di Jovanotti, ma anche il “Manifesto futurista” della nuova umanità di Vasco Rossi e “Vedo Nero” di Zucchero, un travolgente tappeto d’archi che fa pensare a tutto fuorchè alla depressione. Vanno forte anche “Le donne” di Fabri Fibra e “Il mio giorno migliore” di Giorgia.

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di Redazione
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