Cultura e tempo libero / Eventi

Commenta Stampa

I neo eletti in Parlamento non rispondono alle email dei cittadini


I neo eletti in Parlamento non rispondono alle email dei cittadini
15/04/2013, 17:17

I neo eletti in Parlamento non rispondono alle email dei cittadini: la Fondazione Valenzi lancia l'allarme

 

In occasione del dibattito di oggi 15 Aprile sulle conclusioni degli esperti coinvolti dal Presidente della Repubblica la Fondazione ha presentato il neonato Osservatorio di Comunicazione Politica che ha testato se e in quanto tempo i neo eletti in Parlamento rispondono alle email che ricevono agli indirizzi istituzionali: hanno risposto solo 31 sui 630 deputati e i 315 senatori

 

Lucia Valenzi e Roberto Race: “La spending review non legittimi la maleducazione istituzionale. I parlamentari devono rispondere ai cittadini”

 

 

 

È uno scandalo. Abbiamo monitorato se e come i neoeletti in Parlamento rispondono alle email ricevute sugli indirizzi istituzionali ed abbiamo assistito ad uno spettacolo sconfortante.

Su quasi mille eletti hanno risposto alle email solo in trentuno.

La spending review non può legittimare la maleducazione istituzionale. I parlamentari devono rispondere ai cittadini. Così si alimenta l'antipolitica”.

 

Hanno aperto con questo dato la Presidente della Fondazione Valenzi Lucia Valenzi e il Segretario Generale Roberto Race, il confronto organizzato l’istituzione internazionale dedicata a Maurizio Valenzi, l’ex parlamentare italiano ed europeo, sindaco a Napoli dal 1975 al 1983, sui risultati del lavoro degli esperti coinvolti dal Presidente della Repubblica e a cui hanno partecipato  il presidente emerito della Corte Costituzionale Francesco Paolo Casavola, il presidente della Svimez Adriano Giannola e i parlamentari Antimo Cesaro, Luigi Compagna,  Massimiliano Manfredi e Gea Schirò.

 

I dati sono frutto del lavoro dell''Osservatorio di Comunicazione Politica, diretto dall’esperto di comunicazione politica Claudio Franchi, che la  Fondazione ha lanciato questa mattina a margine dell'incontro e che ha messo in piedi per analizzare le attività di comunicazione e propaganda messe in campo dai partiti e come queste riescono a tradursi in atti politici e parlamentari in grado di migliorare la condizione dei cittadini.

L'Osservatorio ha utilizzato l'evento per monitorare se e come i parlamentari rispondono alle email dei cittadini e delle associazioni.

 

“L'Osservatorio – dichiarano Claudio Franchi e Roberto Race – nasce con l'obiettivo di analizzare le forme contemporanee della comunicazione politica per offrire nuovi strumenti interpretativi alla comunità scientifica e contribuire a formare sia i nuovi esperti di comunicazione che i candidati, per una comunicazione che abbia nel suo DNA l'etica della proposta politica e la sua realizzabilità.

Dai risultati di queste elezioni e dalle surreali settimane che sono seguite e che hanno portato alla stallo del sistema politico ci si rende conto di come la necessità di comunicare e fare propaganda da meccanismo virtuoso di contatto con i cittadini sia diventato un limite. La voglia di parlare solo alla pancia più rumorosa dei propri elettorati ha portato le principali forze politiche a non preoccuparsi dei problemi del Paese. Questo è il primo, cattivo, utilizzo della Comunicazione”.

 

"L'Osservatorio – dichiarano ancora Franchi e Race – nasce per valutare come i soggetti politici istituzionali comunicano se stessi, ma anche in che modo gli eletti gestiscono la comunicazione con gli elettori. È solo una piccola spia, ma sapere che non usano ancora, né personalmente né attraverso un collaboratore, l'email istituzionale o, peggio, che leggono e non rispondono, dà l'idea di quanto la politica, al di là dei proclami, si allontani ancora dai cittadini e dal suo ruolo”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©