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I Pizzaiuoli Napoletani in missione a Las Vegas


I Pizzaiuoli Napoletani in missione a Las Vegas
09/03/2012, 13:03

Napoli - Dieci maestri della rinomata "Associazione Pizzaiuoli Napoletani" si alterneranno ai forni durante il prossimo Pizza Expò di Las Vegas (13-15 marzo). Con loro ci saranno il presidente, Sergio Miccù e l'imprenditore napoletano Antimo Caputo, Ad del Molino Caputo, azienda che da oltre 80 anni rappresenta in Italia e nel mondo la farina di alta qualità.

Nei tre giorni americani, il team ha una precisa missione: trasmettere i valori dell'antica tradizione culinaria campana, far degustare pizze realizzate con prodotti d'eccellenza, spiegare tecniche e segreti dell'antica arte napoletana. Non un caso, la loro pizza ha ottenuto, nel 2008, dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, il marchio europeo di Pizza Napoletana Stg (Specialità tradizionale garantita).

"La squadra porterà in questa fiera prodotti di origine controllata, come la farina certificata, tradizione e grande professionalità" ha dichiarato Antimo Caputo, da dodici anni presente a questa kermesse "Offriremo ai visitatori pizze napoletane Stg, realizzate secondo i criteri delle lavorazioni artigianali e i parametri della migliore tradizione" - ha aggiunto. Parteciparvi è una esperienza unica, infatti l'appuntamento di Pizza Expò di Las Vegas per tre giorni attira l'attenzione mondiale del pianeta pizza, per numeri, partecipazione e competizioni. Lo spazio è grande quasi come 4 campi da calcio. Riunisce più di 10.000 professionisti della pizza, con 1.000 espositori e più di 80 sessioni. Un vero e proprio festival dove la pizza napoletana Stg spopolerà, come sempre, per bontà.

Chi saranno i grandi della pizza napoletana che faranno assaggiare le loro specialità? Ecco la squadra: Enzo Cacialli de “Il Pizzaiolo del Presidente” di Via dei Tribunali; Antonio Starita, della “Pizzera Starita” con la sua sede storica a Materdei e ora anche a N.Y.; Adolfo Marletta, decano e antico maestro della “Spaghettata” al Vomero; Umberto Fornito della “Pizzeria Il Frattese” di Fratta; Ernesto Pacifico della “Pizzeria Pacifico”; Mario e Augusto Folliero della illustre dinastia Folliero e della pizzeria "Anema & Core; Simone Fortunato della “Pizzeria Diaz”; Saverio Ciampi della “Pizzeria Il Fungo” di Benevento e Marcello Avitabile, pluricampione della pizza senza glutine, della pizzeria "Da Marcello" di Pagani, in provincia di Salerno. Con loro, il mitico Roberto Caporuscio, riferimento importantissimo nel mondo della pizza d'oltreoceano e reduce dal successo dell'apertura, assieme al suo mentore, Antonio Starita, del “Don Antonio”, locale napoletano a N.Y.
"Quello di Las Vegas è un appuntamento molto interessante che offre sempre tante soddisfazioni a noi e a tutta la filiera dei prodotti campani che vengono utilizzati per la preparazione della pizza di qualità"- ha dichiarato Sergio Miccù.

Così, ad un mese dai successi francesi, ottenuti in occasione del Salon Professionnel di PariZZA, di sicuro l'Associazione Pizzaiuoli Napoletani spopolerà anche in America.

"Il segreto delle nostre farine" ha dichiarato Antimo Caputo "è da ricercare in un’equilibrata miscela di grani, senza additivi e a macinazione lenta, come un buon vino è un’armonica miscela di uve." La qualità è una mission per la dinastia Caputo, giunta alla terza generazione, che ha impiegato due anni per mettere a punto Fioreglut, farina senza glutine per celiaci che, tra i suoi pregi, possiede un ottimo gusto. Chi visiterà Las Vegas e il suo Pizza Expò, troverà una pizza tutta da gustare.

Box - La Pizza Napoletana Stg

Gli ingredienti: questa pizza prevede l'utilizzo esclusivo di alcune materie prime come la farina di grano tenero tipo «00» con l'eventuale aggiunta di farina tipo «0», lievito di birra, sale marino o sale da cucina, acqua naturale potabile, pomodori pelati e/o pomodorini freschi, mozzarella di bufala campana Dop oppure fior di latte dell'Appennino meridionale, olio extravergine d'oliva e basilico fresco. Previsti aglio e origano per la «pizza Napoletana Marinara»

Un secondo elemento riguarda la lavorazione, che va fatta esclusivamente a mano e nel rispetto dei tempi di lievitazione. Infine la cottura in forno a legna ad una temperatura di 485 gradi per un tempo variabile tra i 60 ed i 90 secondi.

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di Claudia Annunziata
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