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i RADIODERVISH chiudono la XVII edizione di ETHNOS Festival


i RADIODERVISH chiudono la XVII edizione di ETHNOS Festival
24/09/2011, 12:09

Domenica 25 settembre si chiude la XVII edizione di Ethnos, il festival internazionale di musica etnica diretto da Gigi Di Luca. Alle ore 21, nel cortile del Maschio Angioino di Napoli, va in scena il live set dei Radiodervish (ingresso 10 euro). La band del palestinese Nabil Salameh (una volta studente di Ingegneria e oggi al canto, sonagli incastrati nelle falangi e chitarra) e del pugliese Michele Lobaccaro (un tempo studente di Filosofia e oggi compositore e chitarrista) - attiva da tre lustri - partendo da matrici world ha moltiplicato le sue esperienze musicali in ogni direzione, lasciando tracce del ricco percorso nel suo albo discografico con 8 titoli: dall’esordio “Lingua contro lingua” prodotto da Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni (1998) al recente “Bandervish” arrangiato dal talento jazz di Livio Minafra (2010), che plana fino al sufi delle terre di Gerusalemme e Beirut, con citazioni ad Ennio Morricone e Oum Kaltoum. I Radiodervish sono il gruppo che più di ogni altro ha definito appieno una poetica e una visione del mondo schierata dalla parte di un’Italia multietnica, meticcia, terra di frontiera tra Europa e Mediterraneo. Sono stati ospiti dei più importanti palcoscenici italiani e internazionali, collaborando con arti come Noa, Franco Battiato, Orchestra Araba di Nazareth, Jovanotti, Stewart Copeland, Caparezza, Nicola Piovani, solo per citarne alcuni. Sul palco napoletano troviamo Nabil Salameh (voce, bouzouki, chitarra, percussioni), Michele Lobaccaro (basso, chitarra, voce), Alessandro Pipino (tastiere, fisarmonica, voce) e Riccardo Laganà (darbouka, kajon, djembè, tamburi a cornice). Ethnos Festival è un evento organizzato e prodotto da La Bazzarra con il sostegno del Comune di San Giorgio a Cremano, assessorato alla Valorizzazione delle Ville Vesuviane e dal Comune di Napoli, assessorato alla Cultura e Turismo nell’ambito del progetto Napoli Città Viva.



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di Redazione
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