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Il 25 a Napoli la prima volta di “Canzoniere minimo leggero” , il nuovo disco di Lorenzo Hengeller


Il 25 a Napoli la prima volta di “Canzoniere minimo leggero” , il nuovo disco di Lorenzo Hengeller
18/05/2010, 12:05


NAPOLI - Terzo album per Lorenzo Hengeller, cognome nordico ma sangue decisamente napoletano come del resto il suo stile inconfondibile e giocoso, che prende le mosse dalle note del maestro Renato Carosone. “Canzoniere minimo leggero” , questo il titolo del disco che sarà presentato il 25 maggio alle 18 nello spazio eventi della Feltrinelli di Napoli (piazza Santa Caterina) si avvale della partecipazione, tra gli altri, di Stefano Bollani e Gianluca Guidi e sarà introdotto dal critico musicale Federico Vacalebre. Quindici canzoni che descrivono con sagace ironia la vita quotidiana di tutti noi, tratteggiando i personaggi e le situazioni che ci circondano con la vitalità leggera e colta del jazz e l’ispirazione appunto di Carosone ma anche di Gorni Kramer, Lelio Luttazzi e del Quartetto Cetra. Con il disco “della maturità”, come qualcuno ha già definito il suo nuovo lavoro artistico, Hengeller riporta insomma Napoli nel pieno dell’Italia di oggi, acchiappandola e spingendola al meglio fra le sue umanissime contraddizioni grazie all’agilità sorridente ed attenta del musicista e narratore di razza che si è formato al fianco di Aurelio Fierro, Paolo Fresu, Mario Scarpetta, Nino D’angelo, Angela Luce, Bruno de Filippi e tanti altri. Un passo importante dopo l’esordio con “Parlami d’amore Mariù... ma non d’amore!” (2004, Polosud) ed il prosieguo con “Il giovanotto matto” (2006, Polosud): due dischi che gli hanno portato riconoscimenti prestigiosi (Premio Carosone 2007, Dallo sciamano allo showman del Club Tenco, fra i migliori album 2007 per Italia All About Jazz) e partecipazioni a trasmissioni televisive e radiofoniche fra cui “Viva Radio2” di Fiorello e Baldini, la playlist di Luciana Littizzetto su Radio Deejay, “Dottor Djembé” di Stefano Bollani e David Riondino e “Buon Pomeriggio” di Maurizio Costanzo. Segno evidente, questo, di come lo stile personalissimo di Lorenzo Hengeller sia stato e sia capace di travalicare tutte le possibili frontiere della musica contemporanea, riuscendo soprattutto a farsi apprezzare da pubblici spesso molto diversi per genere, età e competenza ma uniti dal comune amore per la buona musica.

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di Redazione
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