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David Fincher tenta una riflessione sulla vita e sulla morte

Il Curioso caso di Benjamin Button


Il Curioso caso di Benjamin Button
16/02/2009, 08:02

Una vita al contrario è quella vissuta da Benjamin Button, un bambino nato a New Orleans il giorno della fine della prima guerra mondiale. Benjamin è nato anziano e, ancora in fasce, ha l’aspetto di un novantenne: rughe, problemi di cataratta, sordità e artrosi. Dovrebbe morire subito, e invece ringiovanisce giorno dopo giorno. Una storia d’amore fa da sottofondo alla sua vita al contrario: la ricerca di una bellissima bambina dagli occhi verdi e i capelli rossi, Daisy, incontrata in “tenera” età, a cui Benjamin dedicherà ogni pensiero, ogni gesto d’amore, ogni suo più piccolo sogno.
Ci sarà solo un momento in cui Benjamin e Daisy riusciranno a incontrarsi e a trascorrere uno scorcio di vita insieme, quando le loro età si incroceranno: “mi amerai ancora quando avrò le rughe?” – chiede lei – “ e tu mi amerai ancora quando avrò l’acne?” – risponde lui.
Il regista, David Fincher, racconta la storia del Novecento americano ripercorrendo tutte le tappe più importanti e utilizzando il classico espediente della lettura di un diario conservato da una donna in punto di morte – nel film interpretata da una bravissima Cate Blanchett sapientemente invecchiata – senza destare, però, emozioni particolari. Alla New Orleans vivace e in pieno fermento culturale della parte iniziale del film, con musica, bordelli e colori forti, si contrappone quella, quasi spettrale, che sente Katrina avanzare e distruggere tutto.
Pochi i momenti veramente emozionanti del film, che tenta, attraverso questa visione della vita al contrario, una riflessione sulla vita stessa  e sulla morte e sulla possibilità di sfruttare al massimo la  propria esistenza, senza lasciare, però, alcuna traccia degna di nota.
Meno banale, invece, la considerazione della “diversità”umana, quella che accompagna l’intera vita di Benjamin e che, nonostante tutto, non gli impedisce di vivere, conoscere, amare, soffrire.
Il protagonista è Brad Pitt, invecchiato e poi ringiovanito con la tecnica digitale della motion capture, e sulla sua interpretazione si regge tutta la trama.
 

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di Serena Grassia
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