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Il debutto dello spettacolo "Le ore della mia giornata" di Ciro Marino con Tina Femiano


Il debutto dello spettacolo 'Le ore della mia giornata'  di Ciro Marino con Tina Femiano
26/03/2012, 14:03

E’ programmato al Teatro Elicantropo di Napoli, giovedì 29 marzo 2012 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 1 aprile), il debutto dello spettacolo Le ore della mia giornata di Ciro Marino, un piccolo affresco di vita quotidiana interpretato da Tina Femiano, nell’adattamento e la regia di Carmen Femiano e presentato da Altamarea.

La mancanza di un lavoro spinge Maria Stornaiuolo, il personaggio protagonista de Le ore della mia giornata, ad inventarsi una valida alternativa alle magre entrate quotidiane. La sua giornata inizia molto presto la mattina, per sbrigare le numerose faccende domestiche, e con la sua famiglia non trascorre gran parte della giornata.

Un tempo imprenditrice del tessile, Maria, oggi, lavora in una fabbrica di maglieria dei Cinesi a San Giuseppe Vesuviano, dove i bambini cinesi parlano solo il dialetto locale, non una sola parola d’italiano. Gli operai cinesi, lavorano sempre e non hanno il tempo per allevare i loro figli, compito svolto dalle donne del paese, che fanno da babysitter ai piccoli del Sol Levante. I bambini tornano in fabbrica dai genitori solo la sera a dormire e, qualche volta, giocano un po’ lì, tra le macchine per cucire e i rocchetti di cotone.

Sono le sei del pomeriggio e Maria Stornaiuolo è molto stanca, poichè la dodicesima ora della sua giornata e sempre la più lenta a passare, e l’ultima prima di tornare a casa.

È sempre così, ma non oggi. Oggi Gesù Cristo ha deciso che le cose devono andare in modo differente.

Una cornice minimale, non solo in senso figurato, racchiude il quadro astratto di una vita composta di fili, che s’intrecciano e si separano, e rappresentano il quotidiano pane di un’operaia e della sua famiglia, ma anche quel quotidiano che si trasforma in una “gabbia” che, persa di vista, diviene mortale.

L’operaia sperimenta un senso d’impotenza e smarrimento, che racconta con sarcasmo e autoironia, del tutto involontari. Il suo disarmante buonsenso prova a dipanare l’assurda matassa del nostro tempo, con l’uomo che, ormai, domina il pianeta e può sfruttarne le immense risorse, fino a saccheggiarle senza rimedio.

Risorse come la scienza e la tecnica, che giungono a scoperte e invenzioni sempre più strabilianti in grado di migliorare la nostra vita, ma anche di peggiorarla. Oppure il mondo, che sembra diventato più piccolo, con i popoli, le nazioni, le etnie a contatto sempre più ravvicinato, e le loro concezioni filosofiche, ideologiche o religiose, le loro tradizioni, spesso in posizioni di contrasto, anche all’interno di una stessa comunità.

Insomma, per Maria Stornaiuolo, le ore della sua giornata si susseguono a una velocità folle e dissennata, cui fatica a star dietro, nonostante sia saldamente ancorata ai suoi fili. Riesce a vivere, durante le ore della sua giornata, una vita “work-in-progress” che, puntualmente, ogni ventiquattr’ore, ricomincia daccapo.

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di Redazione
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